Tumore ovarico in stadio avanzato: la tempistica del trattamento chirurgico non influisce sull’efficacia di niraparib

  • O'Cearbhaill RE & al.
  • Gynecol Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Nelle pazienti affette da tumore ovarico in stadio avanzato trattate con niraparib non si osserva alcuna differenza in termini di sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) tra chirurgia citoriduttiva primaria (primary debulking surgery, PDS) e chemioterapia neoadiuvante/chirurgia citoriduttiva d’intervallo (neoadjuvant chemotherapy/interval debulking surgery, NACT/IDS).
  • Le pazienti sottoposte a NACT/IDS con malattia residua visibile ottengono la riduzione più consistente del rischio di progressione durante la terapia di mantenimento con niraparib.

Perché è importante

  • I risultati indicano che la tempistica del trattamento chirurgico non influisce sull’efficacia di niraparib.

Disegno dello studio

  • Analisi post hoc dello studio di fase 3 PRIMA/ENGOT-OV26/GOG-3012 di 733 pazienti affette da tumore ovarico primitivo in stadio avanzato, tumore peritoneale primitivo o tumore delle tube di Falloppio, tutti di nuova diagnosi, con una risposta completa/parziale alla chemioterapia di prima linea a base di platino, assegnate a terapia di mantenimento con niraparib o placebo.
  • Finanziamento: GlaxoSmithKline.

Risultati principali

  • Niraparib ha evidenziato una PFS mediana simile rispetto al placebo nelle pazienti sottoposte a:
    • PDS, 13,7 rispetto a 8,2 mesi (HR=0,67; IC 95% 0,47–0,96);
    • NACT/IDS, 14,2 rispetto a 8,2 mesi (HR=0,57; IC 95% 0,44–0,73).
  • Le pazienti sottoposte a NACT/IDS senza malattia residua visibile hanno evidenziato una riduzione del 35% del rischio di progressione (HR=0,65; IC 95% 0,46–0,91).
  • Le pazienti con malattia residua visibile hanno evidenziato la riduzione più consistente del rischio di progressione:
    • PDS, HR=0,58 (IC 95% 0,39–0,86);
    • NACT/IDS, HR=0,41 (IC 95% 0,27–0,62).

Limiti

  • Analisi post-hoc.