Tumore ovarico: bevacizumab in prima linea non migliora la sopravvivenza complessiva nella fase 3 di sperimentazione

  • Tewari KS & al.
  • J Clin Oncol
  • 19/06/2019

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Il beneficio in termini di sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) della terapia aggiuntiva con bevacizumab non si traduce in un vantaggio in termini di sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) nelle pazienti con tumore ovarico in stadio III–IV sottoposto a resezione incompleta trattate con chemioterapia.
  • L’aggiunta di bevacizumab come terapia concomitante + di mantenimento migliora la OS nella malattia in stadio IV con mutazioni di BRCA1/2 e senza mutazioni di BRCA1/2 ma con mutazioni della riparazione per ricombinazione omologa (homologous recombinatin repair, HRR).

Perché è importante

  • Bevacizumab era stato approvato sulla base del vantaggio in termini di PFS; i risultati mettono in discussione la rilevanza clinica della PFS.

Disegno dello studio

  • Studio di fase 3 GOG-0218 su 1.873 pazienti con tumore ovarico in stadio III–IV sottoposto a resezione incompleta.
  • Le pazienti sono state assegnate casualmente in rapporto 1:1:1 a soli carboplatino + paclitaxel o con aggiunta di bevacizumab concomitante o bevacizumab concomitante + di mantenimento.
  • Finanziamento: National Cancer Institute; altri.

Risultati principali

  • Il follow-up mediano era di 102,9 mesi.
  • Rispetto al solo trattamento chemioterapico (OS mediana: 41,1 mesi), la OS mediana non differiva significativamente con l’aggiunta di:
    • bevacizumab concomitante + di mantenimento (OS mediana di 43,4 mesi; HR=0,96; P=0,53);
    • bevacizumab concomitante (OS mediana di 40,8 mesi; HR=1,06; P=0,34).
  • La sopravvivenza malattia-specifica era statisticamente simile tra gruppi.
  • Secondo un’analisi esplorativa, bevacizumab concomitante + di mantenimento ha migliorato la OS nella:
    • malattia in stadio IV (42,8 vs. 32,6 mesi; HR=0,75; IC 95%, 0,59–0,95);
    • malattia con mutazioni di BRCA1/2- (HR=0,62; IC 95%, 0,52–0,73);
    • malattia senza mutazioni di BRCA1/2 e mutazioni dell’HRR (HR=0,65; IC 95%, 0,51–0,85).
  • BRCA1/2 e HRR non erano predittivi dell’attività di bevacizumab.

Limiti

  • Analisi di sottogruppo esplorativa.