Tumore mammario triplo negativo: gli ICI risultano sicuri ed efficaci secondo una metanalisi

  • Li Y & al.
  • Front Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Una metanalisi di 4 sperimentazioni randomizzate e controllate (randomized controlled trial, RCT) indica che gli inibitori del checkpoint immunitario (immune checkpoint inhibitor, ICI) aggiunti alla chemioterapia neoadiuvante migliorano la risposta patologica completa (pathologic complete response, pCR) rispetto alla chemioterapia nel tumore mammario triplo negativo (triple-negative breast cancer, TNBC) allo stadio iniziale.
  • Il miglioramento della pCR è indipendente dallo stato per il ligando 1 della proteina di morte cellulare programmata (programmed cell death-ligand 1, PD-L1).

Perché è importante

  • I risultati di una delle prime metanalisi di questo tipo indicano che gli ICI sono un’opzione terapeutica per il TNBC.

Disegno dello studio

  • Metanalisi di 4 RCT che hanno coinvolto 1.795 pazienti affette da TNBC allo stadio iniziale dopo una ricerca nei database PubMed, EMBASE e Web of Science.
  • Le 4 RCT erano GeparNuevo (durvalumab), I-SPY2 (pembrolizumab), IMpassion031 (atezolizumab) e KEYNOTE-522 (pembrolizumab).
  • I 4 ICI sono stati tutti aggiunti a chemioterapia neoadiuvante e confrontati con placebo + chemioterapia (fatta eccezione per la sperimentazione I-SPY2, nella quale il comparatore era la sola chemioterapia).
  • Finanziamento: National Natural Science Foundation of China.

Risultati principali

  • L’aggiunta di ICI ha aumentato il tasso di pCR sia nel TNBC PD-L1+ (OR=1,79; P<0,001) sia nel TNBC PD-L1-negativo (OR=1,84; P=0,01).
  • L’aggiunta di ICI ha migliorato la sopravvivenza libera da eventi (HR=0,66; P=0,007).
  • L’aggiunta di ICI è risultata associata a tassi significativamente più elevati di eventi avversi di grado >3:
    • insufficienza surrenalica, OR=18,02; P=0,005;
    • aumento dell’aspartato aminotransferasi, OR=4,03; P=0,01;
    • epatite, OR=7,37; P=0,03;
    • stomatite, OR=5,78; P=0,05.

Limiti

  • Eterogeneità tra gli studi.
  • I periodi di follow-up erano troppo brevi per consentire la valutazione della sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) e della sopravvivenza complessiva (overall survival, OS).
  • Piccolo numero di RCT.