Tumore mammario: risultati a 15 anni per fluorouracile e chemioterapia ad alta intensità di dose

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Contesto

  • I precedenti risultati a 7 anni della sperimentazione GIM, pubblicati nel 2015, avevano indicato che l’aggiunta di fluorouracile alla chemioterapia per il tumore mammario allo stadio iniziale ad alto rischio non è necessaria ed è più tossica e che la chemioterapia adiuvante ad alta intensità di dose (dose-dense; somministrata ogni 2 settimane) offre sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival DFS) e sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) migliori rispetto alla chemioterapia standard (somministrata ogni 3 settimane).

Conclusioni

  • I risultati a 15 anni della sperimentazione GIM confermano ed estendono i risultati a 7 anni: permane l’assenza di benefici per il fluorouracile e l’uso della chemioterapia “dose-dense” aumenta la DFS del 23% rispetto alla chemioterapia standard.

Perché è importante

  • Almeno 2 importanti linee guida per la pratica clinica (Cancer Care Ontario e American Society of Clinical Oncology) raccomandano attualmente la chemioterapia contenente fluorouracile per il tumore mammario allo stadio iniziale ad alto rischio (linfonodi positivi).
  • La chemioterapia “dose-dense” non è ampiamente utilizzata; i regimi terapeutici standard prevedono uno schema ogni 3 settimane.
  • La sperimentazione GIM presenta il follow-up più lungo rispetto a qualsiasi sperimentazione clinica simile di questo tipo.
  • I risultati a 15 anni della sperimentazione GIM2 suggeriscono che il fluorouracile non debba essere incluso nella chemioterapia adiuvante e che la chemioterapia “dose-dense” prolunga la DFS e l’OS. Entrambi i risultati giustificano cambiamenti delle linee guida per la pratica clinica per il tumore mammario allo stadio iniziale ad alto rischio.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 3, randomizzata, in aperto di 2.091 pazienti affette da tumore mammario allo stadio iniziale ad alto rischio assegnate a 1 dei seguenti 4 gruppi:
    • 4 cicli di chemioterapia con intervallo standard senza aggiunta di fluorouracile a epirubicina e ciclofosfamide seguita da paclitaxel (q3EC-P);
    • 4 cicli di chemioterapia con intervallo standard con aggiunta di fluorouracile a epirubicina e ciclofosfamide seguita da paclitaxel (q3FEC-P);
    • 4 cicli di chemioterapia “dose-dense” senza aggiunta di fluorouracile a epirubicina e ciclofosfamide seguita da paclitaxel (q2EC-P);
    • 4 cicli di chemioterapia “dose-dense” con aggiunta di fluorouracile a epirubicina e ciclofosfamide seguita da paclitaxel (q2FEC-P).
  • Esito primario: DFS confrontando i 2 gruppi “dose-dense” con i 2 gruppi a intervallo standard e confrontando i 2 gruppi trattati con fluorouracile con i 2 gruppi non trattati con fluorouracile.
  • Finanziamento: Bristol-Myers Squibb; Pharmacia; altri.

Risultati principali

  • Follow-up mediano di 15,1 anni.
  • Nessuna differenza nella DFS mediana tra gruppo FEC-P e gruppo EC-P (17,09 vs. 17,54 anni; HR non corretto=1,12; IC 95%, 0,98–1,29).
  • Nessuna differenza nell’OS mediana tra gruppo FEC-P e gruppo EC-P.
  • La DFS mediana è risultata più lunga del 23% nei gruppi “dose-dense” (q2FEC-P + q2EC-P) rispetto ai gruppi con intervallo standard (q3FEC-P + q3EC-P; non raggiunta vs. 16,52 anni; HR=0,77; IC 95%, 0,67–0,89).
  • L’OS mediana è risultata più lunga del 28% nei gruppi “dose-dense” rispetto ai gruppi con intervallo standard (HR=0,72; IC 95%, 0,60–0,86).
  • Non sono stati segnalati ulteriori eventi avversi di alto grado (gradi 3–4) o decessi correlati a effetti tossici.

Limiti

  • Mancata valutazione della cardiotossicità come potenziale effetto tardivo della chemioterapia contenente antracicline (es. epirubicina).
  • Disegno in aperto.