Tumore mammario metastatico: diabete e controllo glicemico possono influenzare gli esiti in termini di sopravvivenza

  • Cheung YM & al.
  • J Clin Endocrinol Metab

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Un nuovo studio di coorte di pazienti affette da tumore mammario metastatico indica che la presenza di diabete comorbile (rispetto all’assenza di diabete) non è associata a una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a 5 anni peggiore.
  • L’analisi in modo specifico del gruppo con diabete contiene tuttavia importanti informazioni per la gestione del diabete nelle pazienti affette da tumore mammario metastatico: l’uso di metformina in monoterapia e un buon controllo glicemico sono associati a una OS migliore.

Perché è importante

  • Le pazienti affette da tumore mammario metastatico sopravvivono più a lungo ora, grazie all’avvento di nuove terapie oncologiche.
  • Questo è il primo studio a concentrarsi espressamente sull’effetto del diabete sulla sopravvivenza nel tumore mammario metastatico.
  • I risultati relativi in modo specifico al gruppo con diabete suggeriscono che i medici di medicina generale e gli specialisti devono valutare di sforzarsi di ottenere un miglior controllo glicemico prediligendo, ove possibile, la metformina in monoterapia.

Disegno dello studio

  • Lo studio è una coorte retrospettiva di 488 pazienti affette da tumore mammario metastatico di due centri statunitensi.
  • 244 pazienti con diabete comorbile (il gruppo con diabete) sono state confrontate con 244 pazienti senza diabete comorbile (il gruppo di controllo). I due gruppi di pazienti sono stati appaiati in base all’indice di propensione per età, sesso, etnia e sottotipo recettoriale del tumore mammario.
  • Gli esiti primari erano la progressione dopo 1 anno e l’OS a 5 anni. La progressione del tumore mammario metastatico dopo 1 anno è stata valutata in base al tempo al trattamento successivo; vale a dire l’intervallo di tempo trascorso fino al passaggio di una paziente dalla terapia metastatica di prima linea alla terapia di seconda linea a causa della progressione della malattia.
  • Finanziamento: National Comprehensive Cancer Network/Pfizer; Lilly Oncology e NIH.

Risultati principali

  • La durata mediana del follow-up è stata di 3,3 anni.
  • Non è stata osservata alcuna differenza tra il gruppo con diabete e il gruppo di controllo nella progressione del tumore mammario metastatico dopo 1 anno (rispettivamente 56% vs. 56%; P=0,33) e nell’OS a 5 anni (54% vs. 56%; P=0,65).
  • Un’analisi di sottogruppo del gruppo con diabete ha indicato che il trattamento con metformina in monoterapia al basale è risultato associato a una OS a 5 anni migliore rispetto al gruppo non trattato con metformina in monoterapia (61% vs. 49%; P=0,06, a indicare una significatività al limite). I trattamenti ipoglicemizzanti più comuni al basale sono risultati assenza di trattamento (23,8%), metformina in monoterapia (21,7%), insulina (24,2%) e sulfonilurea (6,6%).
  • Un’analisi di sottogruppo delle pazienti sopravvissute più a lungo (>8 anni dal momento della diagnosi di tumore mammario metastatico) ha indicato che le pazienti con diabete presentavano una OS a 10 anni peggiore rispetto alle pazienti di controllo senza diabete (67% vs. 87%; P=0,047).
  • Una simile analisi di sottogruppo ha indicato che uno scarso controllo glicemico è risultato associato a una OS a 10 anni peggiore rispetto a un buon controllo glicemico (63% vs. 83%; P=0,018). Lo scarso controllo glicemico è stato definito come la presenza di glicemia casuale >180 mg/dl in almeno due occasioni separate nell’arco di un mese, mentre un buon controllo glicemico è stato definito come glicemia che non corrispondeva ai criteri di scarso controllo.

Limiti

  • Disegno retrospettivo osservazionale.