Tumore mammario: i nuovi protocolli per la stimolazione ovarica non sono migliori dello standard di cura

  • Balkenende EME & al.
  • Hum Reprod

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Una sperimentazione randomizzata e controllata (randomized controlled trial, RCT) indica che due protocolli per la stimolazione ovarica alternativi, che prevedono l’aggiunta allo standard di cura rispettivamente di tamoxifene e di letrozolo, non migliorano l’efficacia della conservazione della fertilità di giovani donne affette da tumore mammario rispetto alla stimolazione ovarica standard.

Perché è importante

  • La prima RCT di metodi per la stimolazione ovarica alternativi rispetto allo standard di cura.
  • Gli autori affermano che questa sperimentazione dovrebbe essere seguita da studi a lungo termine sugli esiti del trattamento del tumore mammario e sui futuri esiti della gravidanza delle donne.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di superiorità, in aperto, randomizzata e controllata di giovani donne di età compresa tra 18 e 43 anni (n=162) che hanno optato per la conservazione in banca di ovociti o embrioni presso 11 ospedali dei Paesi Bassi o del Belgio (periodo 2014–2018).
  • I tre gruppi di studio erano i seguenti:
    • stimolazione ovarica standard (antagonista dell’ormone di rilascio delle gonadotropine [gonadotropin-releasing hormone, GnRH], ormone follicolo-stimolante ricombinante e agonista trigger del GnRH);
    • stimolazione ovarica standard più 60 mg di tamoxifene al giorno;
    • stimolazione ovarica standard più 5 mg di letrozolo al giorno.
  • Esito primario: numero di complessi cumulo-ovociti (cumulus-oocyte complex, COC) rinvenuti nell’aspirato follicolare 34–36 ore dopo l’agonista trigger del GnRH.
  • Finanziamento: Stichting Pink Ribbon.

Risultati principali

  • Non sono state osservate differenze significative tra gruppi di trattamento nel numero di COC (media ± deviazione standard):
    • 12,5 ± 10,4 dopo la stimolazione ovarica più tamoxifene rispetto a 13,6 ± 11,6 dopo la stimolazione ovarica standard (differenza media, -1,13; IC 95%, da -5,70 a 3,43);
    • 14,2 ± 9,4 dopo la stimolazione ovarica più letrozolo rispetto a 13,6 ± 11,6 dopo la stimolazione ovarica standard (differenza media, 0,58; IC 95%, da -4,03 a 5,20).
  • Non sono emersi problemi di sicurezza, fatta eccezione per una donna sottoposta a stimolazione ovarica standard e ricoverata in ospedale per una notte a causa di sindrome da iperstimolazione ovarica.

Limiti

  • Lo studio non aveva una potenza sufficiente per condurre analisi di sottogruppo dell’avvio della stimolazione ovarica in fase follicolare, luteale o casuale.