Tumore mammario ad alto rischio: la metformina non ha successo in una sperimentazione di fase 3, randomizzata, controllata con placebo, in doppio cieco

  • Goodwin PJ & al.
  • JAMA

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • La metformina orale somministrata per 5 anni a pazienti non diabetiche affette da tumore mammario in stadio I–III ad alto rischio non prolunga la sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS) invasiva, secondo la sperimentazione clinica randomizzata (randomized clinical trial, RCT) di fase 3 MA.32.

Perché è importante

  • La metformina si era rivelata promettente in studi osservazionali e preclinici.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 3, internazionale, randomizzata, controllata con placebo, in doppio cieco di 3.649 pazienti affette da tumore mammario non metastatico in stadio da T1 a T3, da N0 a N3.
  • Le pazienti sono state stratificate in base allo stato per i recettori ormonali (positività [≥1%] rispetto a negatività [<1%] per il recettore degli estrogeni e/o il recettore del progesterone [estrogen receptor, ER/progesteron receptor, PgR]).
  • Dose: 850 mg di metformina o placebo due volte al giorno per 5 anni.
  • Esito primario: DFS invasiva.
  • Finanziamento: Canadian Cancer Society Research Institute; NIH; altri.

Risultati principali

  • L’analisi primaria ha incluso solo pazienti ER/PgR+ (n=2.533), perché nel gruppo ER/PgR lo studio è stato interrotto per futilità dopo la seconda analisi ad interim.
  • Durata mediana del follow-up nel gruppo ER/PgR+ di 96,2 mesi.
  • Nessuna differenza tra gruppi trattati con metformina e placebo in termini di DFS invasiva (2,78 eventi vs. 2,74 eventi su 100 anni-paziente; HR=1,01; P=0,93).
  • Nessuna differenza tra gruppi nell’incidenza di decessi (HR=1,10; P=0,47).
  • Il gruppo trattato con metformina ha evidenziato un tasso maggiore di eventi tossici non ematologici di grado 3 rispetto al gruppo placebo (21,5% vs. 17,5%; P=0,003).

Limiti

  • Le conclusioni si limitano alle pazienti senza diabete, a causa dell’esclusione dalla sperimentazione delle pazienti diabetiche.