Tumore gastrico: la somministrazione perioperatoria di capecitabina più oxaliplatino è legata a una OS a 3 anni favorevole

  • Matsuyama J & al.
  • Oncologist

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Nei pazienti affetti da tumore gastrico in stadio clinico T3/T4a N1–3 M0, il trattamento perioperatorio con capecitabina più oxaliplatino risulta fattibile e associato a una sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) a 3 anni favorevole, specialmente in quelli con una risposta patologica di grado 1b o superiore.

Perché è importante

  • La precedente analisi della sperimentazione OGSG 1601 aveva riportato un tasso di risposta patologica del 54,1% e un profilo di sicurezza favorevole.

Disegno dello studio

  • Lo studio di fase 2 OGSG 1601 ha incluso 37 pazienti affetti da tumore gastrico in stadio clinico T3/T4a N1–3 M0 che hanno ricevuto terapia perioperatoria con capecitabina più oxaliplatino.
  • Sono stati valutati i tassi di OS e di sopravvivenza libera da recidiva (relapse-free survival, RFS) al follow-up di 3 anni.
  • Finanziamento: Osaka Gastrointestinal Cancer Chemotherapy Study Group.

Risultati principali

  • L’89,2% dei partecipanti ha completato i 3 cicli di terapia neoadiuvante con capecitabina più oxaliplatino previsti, seguiti da gastrectomia; il tasso di resezione R0 è risultato del 78,4%.
  • Dopo 3 anni:
    • il tasso di OS è risultato dell’83,8% (IC 95%, 72,7%–96,5%) e
    • il tasso di RFS è risultato del 73,0% (IC 95%, 60,0%–88,8%).
  • Il tasso di OS a 3 anni dei pazienti con una risposta patologica di grado 1a è risultato del 69,2% (IC 95%, 48,2%–99,5%) e quello dei pazienti con una risposta patologica di grado 1b o superiore del 100,0%.

Limiti

  • Sperimentazione a braccio singolo.
  • Campione di piccole dimensioni.
  • Non è stato possibile escludere completamente la presenza di citologia peritoneale o di metastasi prima dell’arruolamento.