Tumore endometriale: nessuna chiarezza sul trattamento di seconda linea

  • Heffernan K & al.
  • Gynecol Oncol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Conclusioni

  • I modelli di trattamento delle pazienti affette da tumore endometriale in stadio avanzato o recidivante che hanno subito progressione dopo il trattamento di prima linea sono altamente variabili.
  • Gli esiti in termini di sopravvivenza dopo il trattamento di seconda linea sono infausti.

Perché è importante

  • Questo risultato sottolinea la mancanza di uno standard di cura per il trattamento della malattia recidivante e la necessità di nuove opzioni terapeutiche e di linee guida aggiornate.

Disegno dello studio

  • Studio retrospettivo di 12.058 pazienti affette da tumore endometriale in stadio avanzato/recidivante.
  • Finanziamento: GSK.

Risultati principali

  • 999 pazienti erano idonee alla terapia di seconda linea con inibitori del checkpoint immunitario; il 77,9% di esse presentava malattia in stadio III/IV.
  • I trattamenti di seconda linea più comuni sono risultati carboplatino più paclitaxel (28%), carboplatino più doxorubicina liposomiale (14%), doxorubicina liposomiale in monoterapia (13%) e paclitaxel in monoterapia (12%).
  • Dall’avvio della terapia di seconda linea, la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) mediana è stata di 10,3 mesi (IC 95%, 9,2–11,1) e il tempo mediano al trattamento successivo è stato di 7,7 mesi (IC 95%, 7,1–8,2).
  • L’OS mediana è risultata numericamente maggiore (14,2 mesi) nelle pazienti che hanno ricevuto come terapia di seconda linea carboplatino più paclitaxel, seguite dalle pazienti che hanno ricevuto carboplatino più doxorubicina liposomiale (13,9 mesi).

Limiti

  • Studio osservazionale.