Tumore della prostata, c’è correlazione tra testosterone basale e classe di rischio


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

In base ai risultati di uno studio dell’Università di Verona, alti livelli basali di testosterone totale (TT) si associano a un tumore alla prostata ad alto rischio secondo la classificazione proposta da D’Amico. Gli autori dello studio, pubblicato su Urologia Internationalis, ipotizzano che il TT endogeno possa avere un ruolo come marcatore biologico nella valutazione del tumore prostatico.

Nella pratica clinica il tumore prostatico è classificato come a basso, intermedio o alto rischio di recidiva sulla base dei livelli dell’antigene prostatico specifico, del punteggio di Gleason e dello stadio del tumore. “Curiosamente, la situazione ormonale al momento della diagnosi non è compresa nell’algoritmo, nonostante sia noto che il cancro della prostata è un tumore ormone-dipendente” fanno notare gli autori. La relazione tra i livelli di testosterone e la storia naturale del tumore prostatico ha attirato l’attenzione degli oncologi, tuttavia i dati disponibili sono contrastanti.

Lo studio dell’Università di Verona ha interessato 601 pazienti consecutivi non trattati con terapia di deprivazione androgenica o sottoposti a precedenti interventi chirurgici alla prostata, a cui sono stati misurati i livelli di PSA e TT prima dell’intervento di resezione del tumore. In base alla classificazione di D’Amico, 124 pazienti (24%) erano a basso rischio, 316 (52,6%) a rischio intermedio e 141 (23,4%) ad alto rischio. Il valore mediano del TT circolante aumentava assieme alla classe di rischio clinico. Il TT si associava in modo indipendente alla classe ad alto rischio (OR 1,002; P=0,022), ma non alla classe a rischio intermedio, quando confrontati con la classe a basso rischio. Nel gruppo a rischio intermedio, il TT assieme al PSA si associava a tumori di grado 2 (OR=1,003; P=0,022) e 3 (OR=1,003; P=0,043), quando confrontato con tumori di grado 1.

Gli autori riconoscono che l’associazione tra TT e una forma aggressiva di tumore prostatico da loro osservata è statisticamente significativa, ma che non è una prova solida. Per chiarire definitivamente la controversa relazione tra livelli sierici di TT e la biologia e la storia naturale del tumore della prostata sarebbe utile introdurre la misurazione del TT nella routine preoperatoria.