Tumore della pelle testa-collo ricorrente: bassa sopravvivenza anche per gli immunocompetenti


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Messaggi chiave

  • Una ricorrenza del carcinoma cutaneo a cellule squamose della testa e del collo (cSCC-HN) dopo trattamento chirurgico e radioterapia (RT) postoperatoria è associata a una scarsa sopravvivenza.
  • La condizione immunitaria dei pazienti non ha influito sui tassi di sopravvivenza.
  • La sopravvivenza mediana è risultata minore nei pazienti non idonei ai trattamenti di salvataggio.

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha incluso pazienti trattati con resezione chirurgica e RT postoperatoria per cSCC-HN primitivo o ricorrente non metastatico dallo stadio I a IV al Cleveland Clinic (Ohio), Washington University in St Louis (Missouri), and the University of California (San Francisco) tra il 1995 e il 2014.
  • I partecipanti sono stati classificati come immunodepressi in caso di diagnosi di neoplasia ematologica maligna cronica, HIV, AIDS, o se in terapia immunosoppressiva per trapianto di organo 6 mesi o più prima della diagnosi.
  • La sopravvivenza complessiva è stata calcolata, utilizzando il metodo di Kaplan-Meier, dalla data di ricorrenza locale, regionale o distante, e confrontata con il test dei ranghi logaritmici.

Risultati principali

  • Su 205 pazienti, 72 (63 uomini, età media 71 [43-91] anni) hanno sviluppato ricorrenza dopo il trattamento.
  • Su 72 pazienti considerati, 40 (55,6%) erano immunosoppressi e 32 (44,4%) immunocompetenti.
  • La ricorrenza locoregionale è stata la più comune in entrambi i gruppi: 31 immunosoppressi (77,5%) e 21 immunocompetenti (65,6%).
  • Dopo una ricorrenza, la sopravvivenza globale è stata del 43,2% (IC 95% 30,9%-55,4%) e non c’è stata differenza significativa tra i gruppi nella sopravvivenza mediana (8,4 mesi).
  • I pazienti non idonei al salvataggio chirurgico (n=36 su 45) hanno avuto una sopravvivenza mediana significativamente più bassa rispetto a quelli idonei (4,7 mesi [IC 95% 3,7-7,0] contro 26,1 mesi [IC 95% 6,6 mesi fino data non raggiunta]; P=0,01), in modo indipendente dalla condizione immunitaria.

Limiti dello studio

  • Studio retrospettivo su un campione di piccola dimensione.
  • I dati provenivano da centri di riferimento terziario.
  • Esclusi i pazienti con RT palliativa.
  • Strategie di salvataggio potrebbero non riflettere gli attuali modelli di pratica.

Perché è importante

  • I pazienti con cSCC-HN, il quale ha generalmente prognosi favorevole, possono sviluppare dopo il trattamento chirurgico caratteristiche patologiche avverse e avere un decorso clinico aggressivo con alti tassi di ricorrenza locoregionale e metastasi distanti.
  • I pazienti immunodepressi hanno esiti correlati alla malattia peggiori rispetto a quelli immunocompetenti, ma mancano i dati sugli esiti dopo la ricorrenza.
  • I risultati sottolineano la necessità di regimi più efficaci per prevenire la ricorrenza e di studi che valutino il ruolo di chemioterapia, agenti mirati e immunoterapia.