Tumore della cervice allo stadio iniziale: la chirurgia mininvasiva è legata a una OS peggiore

  • Chiva L & al.
  • Int J Gynecol Cancer
  • 11/08/2020

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • Nelle pazienti con tumore della cervice in stadio IB1, la chirurgia mininvasiva è associata a esiti oncologici significativamente peggiori rispetto alla chirurgia a cielo aperto.
  • L’uso di un manipolatore uterino e l’assenza di una chiusura vaginale protettiva durante la procedura mininvasiva peggiorano gli esiti.

Perché è importante

  • Evitare il manipolatore uterino ed effettuare una chiusura vaginale meticolosa possono migliorare gli esiti della chirurgia mininvasiva.

Disegno dello studio

  • Studio osservazionale, multinazionale SUCCOR: 693 pazienti con tumore della cervice in stadio IB1 sono state sottoposte a isterectomia tra il 2013 e il 2014.
  • Finanziamento: nessuno rivelato.

Risultati principali

  • Le pazienti nel gruppo sottoposto a chirurgia mininvasiva, rispetto a quelle nel gruppo sottoposto a intervento a cielo aperto, hanno evidenziato peggiore:
    • sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS) a 4,5 anni, 79% rispetto all’89% (P=0,0003);
    • sopravvivenza libera da recidiva, HR=2,07 (P=0,001); 
    • sopravvivenza complessiva (overall survival, OS), HR=2,42 (P=0,004).
  • Nel gruppo sottoposto a intervento mininvasivo:
    • l’uso di un manipolatore uterino era associato a una sopravvivenza libera da recidiva peggiore rispetto alla chirurgia a cielo aperto (HR=2,76; P
    • l’assenza di chiusura vaginale protettiva era legata a una sopravvivenza libera da recidiva (HR=2,58; P

Limiti

  • Studio retrospettivo.