Tumore del testicolo: cosa si dice su YouTube?

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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I video pubblicati sulla piattaforma YouTube riguardo al tumore testicolare non possono essere considerati una fonte attendibile di informazioni per i pazienti. Ad affermarlo è un gruppo di ricercatori dell’Università Federico II di Napoli. Anche se un clinico potrebbe essere portato di default a sconsigliare di cercare delucidazioni sul web è interessante conoscere la qualità di ciò che è effettivamente reso disponibile online, valutato in maniera oggettiva come hanno fatto gli autori dello studio pubblicato sull’International Journal of Urology. Si scopre così che alcune tematiche sono presentate meglio di altre.

YouTube (http://www.youtube.com/), il secondo sito più popolare al mondo con oltre un miliardo di ore video fruite ogni giorno, è anche veicolo di informazioni di carattere medico. I ricercatori napoletani hanno effettuato una ricerca usando come parola chiave “tumore testicolare” e selezionato i primi 150 video presentati dal sito. Dopo avere scartato i video non in inglese, quelli più lunghi di 50 minuti e i duplicati, si sono trovati con 121 video da analizzare in modo sistematico. Sono stati utilizzati i seguenti strumenti: PEMAT A/V (strumento validato che valuta comprensibilità e fruibilità del materiale educativo per i pazienti), 6-item Misinformation scale (creato appositamente per valutare la rilevanza delle informazioni) e DISCERN (strumento validato che valuta l’affidabilità di una pubblicazione come sorgente di informazioni per le scelte di trattamento).

L’analisi ha mostrato che la comprensibilità dei video si attesta al 60% e la fruibilità al 100%. In generale i punteggi del Misinformation score indica una scarsa qualità dei contenuti. In particolare, l’argomento dell’autopalpazione è spesso mancante o presentato male e i fattori di rischio e la fisiopatologia del tumore non sono ben descritti. Le informazioni sono particolarmente scorrette o fuorvianti quando si parla degli effetti del cancro sulla fertilità. Non ci sono differenze rilevanti tra i video pubblicati in passato (2009-2014) e quelli più recenti (2015-2020). Restringendo l’analisi ai 54 video che menzionavano i trattamenti, gli autori hanno invece riscontrato una buona affidabilità dei contenuti.

“La qualità complessiva dei contenuti sul tumore testicolare forniti da YouTube è sfortunatamente insoddisfacente – concludono gli autori dello studio – Ad oggi, YouTube non può essere raccomandato come una fonte affidabile di informazioni sul tumore del testicolo”. Nell’articolo si dice però che nel periodo più recente è cresciuto il numero di video sull’argomento caricati da fondazioni ed enti sanitari, ciò potrebbe contribuire a diffondere materiale valido attraverso uno strumento che, anche per via della pandemia, è sempre più utilizzato.