Tumore del retto: chi è a rischio di metastasi precoce?


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Essere più giovane, avere un tumore più vicino al margine anale e livelli sierici elevati di CEA sono tutti fattori che aumentano il rischio di metastasi precoci in pazienti con tumore del retto che hanno affrontato un intervento chirurgico preceduto da chemioterapia. Queste sono le conclusioni di uno studio condotto in tre centri italiani e nel quale sono stati raccolti in modo prospettico e analizzati i dati di 635 pazienti con malattia di stadio II e III.

“La chemioterapia neoadiuvante è il pilastro del trattamento del tumore del retto e i dati ci dicono che tale trattamento supporta la chirurgia nel ridurre i tassi di ricorrenza locale di malattia” spiegano gli autori, guidati da Angelo Restivo, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Università di Cagliari, primo nome dell’articolo pubblicato su Oncology Research and Treatment. Come ricordano i ricercatoti, però, resta il problema delle metastasi a distanza, che influenzano negativamente la prognosi e che possono colpire fino al 50% dei pazienti con tumore colorettale di stadio II e III sottoposti a intervento chirurgico.

Lo studio di Restivo e colleghi è stato portato avanti proprio per definire i fattori in grado di indentificare i pazienti più a rischio di sviluppare metastasi precoci (a un anno dalla chirurgia), in modo da poter personalizzare gli approcci terapeutici. L’analisi ha mostrato un’associazione tra metastasi precoci e livelli di CEA inferiori a 3 ng/dL (20% vs 10%; p