Tumore del retto: buoni risultati dall’oncologia di precisione


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

I pazienti con tumore del retto ricorrente e non resecabile possono trarre vantaggio da un trattamento di terza linea con terapie locoregionali somministrate con perfusione pelvica ipossica (HPP) e trattamento scelto anche sulla base dei risultati della biopsia liquida. Lo dimostrano i ricercatori guidati da Stefano Guadagni, dell’Università de L’Aquila, in un articolo recentemente pubblicato sulla rivista Journal of Cancer Research and Clinical Oncology.

“Per questo tumore sono state proposte terapie innovative di terza linea e trattamenti locoregionali somministrati mediante HPP e scelti in base ai criteri dell’oncologia di precisione che si avvale anche della biopsia liquida” scrivono gli autori, ricordando che le recidive locoregionali del tumore del retto si sono ridotte negli anni, ma i risultati non sono ancora del tutto soddisfacenti.

Per confrontare sicurezza ed efficacia del trattamento HPP/terapia mirata (con farmaci scelti con biopsia liquida) e terapia sistemica di terza linea basata su oncoterapia di precisione sui campioni tissutali, Guadagni e colleghi hanno coinvolto nella ricerca 62 pazienti con tumore del retto ricorrente e non resecabile. Il gruppo HPP/terapia mirata comprendeva 43 pazienti, mentre il gruppo controllo (terapia sistemica) ne comprendeva 19. Come ricordano i ricercatori, dallo studio non sono emerse complicanze legate al trattamento HPP e i principali eventi avversi sono stati tossicità dermatologiche e del midollo osseo.

Il confronto con il gruppo controllo ha mostrato una migliore risposta obiettiva (ORR) nel gruppo HPP/terapia mirata (41,8% vs 15,8%). Anche il controllo di malattia (DCR) è risultato migliore con la HPP/terapia mirata (P=0,001) e si è associato a una sopravvivenza libera da progressione (PFS) di 8 vs 4 mesi nel gruppo controllo (P=0,009) e a una sopravvivenza generale (OS) di 20 vs 8 mesi (P=0,046). “A nostro parere, questi dati incoraggiano un’ulteriore valutazione in uno studio randomizzato e prospettico della HPP/terapia mirata come alternativa alla terza linea con la sola terapia sistemica” concludono gli autori.