Tumore del polmone: l’immunoterapia può essere efficace anche nei non fumatori


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Almeno alcuni dei pazienti non fumatori con tumore squamoso del polmone non a piccole cellule (sNSCLC) in stadio avanzato rispondono alla terapia con nivolumab dopo il fallimento di precedenti terapie. Sono questi i risultati di uno studio recentemente pubblicato su Tumor Biology, che ha coinvolto una coorte italiana di 371 pazienti trattati con almeno una dose di nivolumab.

“Nella coorte erano inclusi anche 31 persone (8%) che non avevano mai fumato” spiegano gli autori guidati da Marina Chiara Garassino, dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano, ricordando che i non fumatori sembrano trarre meno benefici dei fumatori dall’immunoterapia per il trattamento del NSCLC. “Inoltre, rispetto alla variante non-squamosa, quella squamosa ha meno probabilità di presentare specifiche mutazioni genetiche contro le quali utilizzare terapie mirate. Di conseguenza alcuni trattamenti approvati per NSCLC non squamoso non sono efficaci o comunque sono raramente indicate per quello squamoso” spiegano gli esperti, che nel loro studio hanno riportato i risultati del programma di accesso esteso a nivolumab in pazienti con sNSCLC avanzato.

L’analisi ha dimostrato tassi di risposta oggettiva, controllo di malattia e sopravvivenza generale mediana simili nei pazienti che non avevano mai fumato e in quelli della coorte generale (23%, 45% e 12,1 mesi vs 18%, 47% e 7,9 mesi, rispettivamente). Anche in termini di sicurezza sono stati osservati risultati simili tra i pazienti non fumatori e la coorte generale, con eventi avversi di qualsiasi grado riportati nel 39% e nel 29% dei pazienti, rispettivamente. “Lo studio chiarisce alcuni dettagli degli esiti di trattamento con immunoterapia in pazienti non fumatori con sNSCLC avanzato, ma altri fattori come per esempio il carico mutazionale potrebbero avere un ruolo nel determinare la risposta a questa terapia” concludono gli autori.