Tumore del colon localmente avanzato: chirurgia laparoscopica e in aperto a confronto

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Rispetto all’approccio più classico “in aperto”, la chirurgia laparoscopica non modifica i tassi di sopravvivenza nel tumore del colon localmente avanzato e si associa a esiti migliori in termini di mortalità e complicanze. Lo scrive sulle pagine della rivista British Journal of Surgery un team di ricerca tutto italiano guidato da Mauro Podda, del Policlinico Universitario ‘D. Casula’, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Cagliari, primo nome dell’articolo.

Come riportato nell’articolo, la resezione chirurgica radicale (R0) rappresenta il principale predittore di esiti oncologici favorevoli a lungo termine e numerosi studi hanno messo a confronto l’approccio chirurgico in aperto con quello laparoscopico, sottolineando i vantaggi di quest’ultimo: minori complicanze post-operatorie, senza compromettere gli esiti di sopravvivenza.

“Circa il 10-20% dei pazienti che riceve diagnosi di tumore del colon si presenta con malattia localmente avanzata T4 e l’utilizzo della laparoscopia in questi casi resta ancora controverso” affermano Podda e colleghi che si sono concentrati proprio su tale sottogruppo di pazienti. “Secondo i criteri TNM si definisce T4a il tumore che penetra la superficie del peritoneo viscerale e T4b quello che invade direttamente o è aderente ad altri organi e strutture e/o ha perforato il peritoneo viscerale” precisano.

In particolare, gli autori hanno portato a termine una revisione della letteratura e una successiva metanalisi nella quale sono stati inclusi 24 studi osservazionali, nella maggior parte dei casi retrospettivi, per un totale di 18.123 pazienti sottoposti a colectomia laparoscopica (n=9.024) o in aperto (n=9.099).

A conti fatti, i risultati mostrano che l’approccio laparoscopico si associa a minori tassi di mortalità (RR 0,48; P<0,001) e di complicazioni (RR 0,61; P<0.001) rispetto a quello in aperto.

“Per esempio le perdite ematiche intraoperatorie stimate erano minori nel gruppo laparoscopia rispetto all’atro gruppo” affermano gli autori “Dal momento che la perdita ematica è un indicatore prognostico indipendente per la sopravvivenza a lungo termine, la riduzione nel caso di laparoscopia dovrebbe portare a esiti oncologici favorevoli sul lungo periodo in questo gruppo di pazienti” aggiungono, precisando però che il dato potrebbe essere stato influenzato da un bias di selezione dei pazienti sottoposti a laparoscopia, in genere con tumori più piccoli e più spesso di gruppo T4a.

Per quanto riguarda i tassi di resezione R0, dallo studio non emergono differenze tra i due gruppi (RR 1,01; P=0,12). “Questo dato suggerisce che la chirurgia laparoscopia è efficace per i tumori localmente avanzati, almeno in quelli pT4a” dicono Podda e colleghi, spiegando che non sono emerse differenze tra i gruppi nemmeno in termini di tassi di ricorrenza (RR 0,98; P=0,81).

“I risultati della nostra metanalisi suggeriscono che la colectomia laparoscopica è un approccio sicuro ed efficace nel tumore del colon T4, ma servono ulteriori studi multicentrici, randomizzati e controllati per confermare questi dati, soprattutto nel caso di malattia T4b” concludono gli esperti.