Tumore al seno infiammatorio e rischio di metastasi al SNC

  • Alessia De Chiara
  • Notizie dalla letteratura
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Messaggi chiave

  • Le pazienti con diagnosi di cancro al seno infiammatorio hanno un elevato rischio di metastasi del sistema nervoso centrale (SNC).
  • Il rischio è particolarmente alto per le donne con tumore triplo negativo, metastasi viscerali e per quelle con diagnosi di malattia metastatica in giovane età.
  • Sono necessarie ulteriori indagini sulla prevenzione delle metastasi del SNC e per capire se un rilevamento precoce mediante RM cerebrale possa davvero portare a esiti migliori.

Le pazienti con cancro al seno infiammatorio hanno un rischio notevole di sviluppare metastasi del SNC. È quanto mostra uno studio pubblicato su Cancer, che ne riporta un’incidenza elevata, arrivando quasi al 20% a 5 anni in caso di tumore al III stadio e a oltre il 40% a 2 anni in caso di tumore al IV stadio, ma che per gli autori potrebbe essere ancora maggiore. In base a quanto emerge dai risultati, nelle donne con malattia metastatica i fattori di rischio sono un’età più giovane alla diagnosi, il fatto che le viscere siano il primo sito di metastasi e un tumore triplo negativo, il quale rappresenta un fattore di rischio anche per le pazienti con tumore al III stadio.

Lo studio, condotto presso il Dana-Farber Cancer Institute di Boston, ha coinvolto 531 pazienti tra i 24 e i 91 anni a cui era stato diagnosticato un cancro al seno infiammatorio tra il 1997 e il 2019 al III (372 pazienti) o IV (159) stadio. Durante il periodo di studio, il 23% (124) ha sviluppato metastasi del SNC (5 le presentavano già alla diagnosi). La maggior parte (83%) delle pazienti con tali metastasi è deceduta – nel complesso sono morte quasi la metà di tutte partecipanti – e dopo la diagnosi, la sopravvivenza globale mediana è stata dello 0,6 anni.

L’incidenza delle metastasi a 1, 2 e 5 anni è stata pari a 5%, 9% e 18% e a 17%, 30% e 42% nelle pazienti con tumore rispettivamente al III stadio (follow-up mediano 5,6 anni) e al IV stadio (1,8 anni). Tra le pazienti con malattia metastatica, quelle con età più avanzata avevano una minore probabilità di sviluppare metastasi del SNC delle più giovani, mentre un rischio più alto è stato riscontrato nelle donne la cui prima sede di metastasi erano le viscere rispetto alle ossa, e nelle donne con tumore triplo negativo rispetto a quelle con malattia HER2+. Il sottotipo triplo negativo rappresentava un fattore di rischio significativo anche per le pazienti al III stadio.

Il 60% delle partecipanti ha ricevuto una radioterapia panencefalica (whole brain radiotherapy), il cui utilizzo è diminuito durante il periodo di studio sebbene sia stata eseguita in quasi la metà delle pazienti con diagnosi di tumore negli ultimi anni considerati (2015-2009). Per gli autori, la diagnosi precoce di metastasi del SNC mediante RM cerebrale di sorveglianza può così facilitare l’identificazione di un carico di malattia intracranico limitato e consentire una terapia focale con chirurgia e/o radiochirurgia stereotassica.

“I nostri risultati suggeriscono che potrebbe esserci un ruolo per la diagnosi precoce delle metastasi del SNC asintomatico in questa popolazione di pazienti ad alto rischio, e questa strategia è attualmente oggetto di studio” scrivono gli autori per i quali le pazienti con carcinoma al seno infiammatorio dovrebbero essere inclusi negli studi clinici che si concentrano proprio su questo tipo di metastasi.