Trecentomila cause in corso contro i medici, 35 mila azioni legali l'anno


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Roma, 7 feb. (AdnKronos Salute) - Sono 300 mila le cause giacenti nei tribunali italiani contro i medici e le strutture sanitarie private e pubbliche. Ogni anno si contano 35 mila nuove azioni legali ma il 95% dei procedimenti penali per lesioni personali colpose a carico di professionisti della sanità si conclude con un proscioglimento. A tracciare il quadro gli ultimi dati (2015) del Tribunale del malato e della Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, citati nel corso dell'incontro "Basta odio medici-pazienti. Dalla petizione all'arbitrato per la salute" organizzato oggi a Roma da Consulcesi, network legale in sanità, che ha proposto l'istituzione di un 'arbitrato della salute'.

Le denunce contro gli operatori sanitari - hanno ricordato gli esperti - vengono presentate principalmente al Sud e nelle Isole (44,5%); al Nord la percentuale scende al 32,2% mentre al Centro si ferma al 23,2% . Le specialità più a rischio contenzioso sono quella chirurgica (45,1% dei casi), la materno-infantile (13,8%) e quella medica (12,1%). Per quanto riguarda i costi necessari ad intraprendere queste azioni legali, partendo da una richiesta risarcitoria media di 100 mila euro, per una causa civile servono 50.128 euro, se si tratta di penale, invece, sono necessari 36.901 euro. In entrambi i casi, le cifre sono da intendersi per ciascuna delle parti coinvolte nel procedimento.

Numeri che spaventano la categoria. Secondo la Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, infatti, il 78,2% dei medici ritiene di correre un maggiore rischio di procedimenti giudiziari rispetto al passato; il 68,9% pensa di avere tre probabilità su dieci di subirne; il 65,4% ritiene di subire una pressione indebita nella pratica quotidiana a causa della possibilità di subire un processo.

Da qui la proposta di un 'arbitrato della salute' che - indica Consulcesi - "vuole rappresentare il luogo di recepimento di tutte le istanze che riguardano l’intera attività sanitaria, pubblica e privata, fornita alla cittadinanza, comprese le modalità relative al suo svolgimento e le possibili controversie che possano insorgere fra il personale sanitario, le strutture e i pazienti, relativamente a casi con responsabilità medico-sanitaria, senza alcun limite nell’entità del risarcimento. Un organismo libero, indipendente ed imparziale, sia nello svolgimento delle sue funzioni che nell’adozione delle decisioni".