Traumi cranici negli adulti in Europa


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Gli adulti che arrivano in ospedale per un trauma cranico (TBI) in Europa sono meno giovani, con più serie comorbidità, e in terapia anticoagulante o antiaggregante rispetto a quelli descritti in studi precedenti, tipicamente giovani e sani. Si conferma invece la maggiore incidenza nel sesso maschile.
  • In un caso su 4 al TBI ha contribuito l’uso di alcol.
  • La prima causa di TBI sono state le cadute, su cui è possibile prevedere interventi di prevenzione.
  • Sono emerse grosse differenze da Paese a Paese nei percorsi di cura e nelle pratiche.
  • Risonanza magnetica e biomarcatori ematici consentono di classificare meglio i casi aprendo la strada a trattamenti più personalizzati.
  • Nel 95% di casi dimessi dal pronto soccorso (PS) o ricoverati in reparto, e in un terzo circa di quelli portati in terapia intensiva, il TBI è stato classificato come lieve, ma comunque una quota significativa di loro non si riprende completamente.

Descrizione dello studio

  • Studio osservazionale di coorte nell’ambito del progetto europeo CENTER-TBI, costituito da uno studio principale  (n=4.509 da 18 Paesi) a cui si sono aggiunti i dati di registro (n=22.782), con adulti presentatisi in pronto soccorso entro 24h da un trauma, con una diagnosi clinica di TBI e un’indicazione alla TC.  
  • I pazienti sono stati suddivisi tra quelli dimessi dal PS, quelli ricoverati in reparto e quelli in terapia intensiva.
  • Outcome misurati a 6 mesi.
  • Mortalità attesa e proporzione di pazienti con esiti sfavorevoli secondo la Glasgow Outcome Scale Extended (GOSE) nei pazienti con TBI moderato o grave (punteggio Glasgow Coma Scale ≤12) stimate con modello IMPACT.

Risultati principali

  • Pazienti nello studio principale: età mediana 50 anni (IQR 30-66), 11% con comorbidità gravi, 18% in terapia con anticoagulanti e antiaggreganti, 25% con un ruolo dell’alcol nel TBI.
  • Nello studio principale, il 47% dei pazienti è stato ricoverato in terapia intensiva e il 36% di questi aveva un TBI classificato come lieve (GCS 13-15); nei dati da registro invece erano prevalenti i pazienti dimessi dal PS (43%) e ricoverati in reparto (38%), più del 95% dei quali con TBI lieve.
  • A 6 mesi non si era completamente ripreso (GOSE
  • Tra quelli ricoverati in terapia intensiva con TBI da moderato a grave, il 55% a 6 mesi aveva esiti sfavorevoli (GOSE

Perché è importante

  • La ripresa incompleta di un gran numero di pazienti, anche con TBI leggero, richiede un maggiore sforzo per personalizzare e ottimizzare i percorsi di cura.