Trattamento con inosina nella malattia di Parkinson: il genere conta


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’aumento dei livelli di urato nel siero dei pazienti trattati con inosina era del 50% più elevato nelle donne che negli uomini.
  • L’aumento dei livelli di urato nel liquor era significativo per le donne, ma non per gli uomini.
  • Nelle donne trattate con dosi più alte di inosina si osservava un rallentamento nel tasso di declino.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio in doppio-cieco SURE-PD ha arruolato 75 pazienti con malattia di Parkinson in fase precoce e livelli di urato sierico
  • I pazienti sono stati randomizzati (1:1:1) per ricevere inosina titolata per produrre un aumento lieve (6,1-7,0 mg/dl) o moderato (7,1-8,0 mg/dl) dei livelli di urato oppure il placebo; il trattamento è durato al massimo 2 anni.
  • I pazienti sono stati monitorati per i sintomi della malattia di Parkinson (Unified Parkinson’s Disease Rating Scale, UPDRS), i livelli di urato sierico e la capacità antiossidante nel plasma; i livelli di urato sierico nel liquido cefalorachidiano (CSF) sono stati misurati una volta sola, a 3 mesi.
  • In quest’analisi secondaria i risultati sono stati stratificati per sesso.
  • Fonti di finanziamento: Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research, National Institutes of Health.

 

Risultati principali

  • Rispetto alla baseline, l’aumento medio dei livelli di urato sierico era 3,0 mg/dl nelle donne e 2,0 mg/dl negli uomini.
  • I livelli di urato nel CSF aumentavano in modo significativo dopo trattamento con inosina solo nelle donne; in confronto al placebo, l’aumento era +87% (P
  • Le donne trattate con inosina alla dose più alta mostravano un tasso di declino più lento di 7,0 punti annui sulla scala UPDRS rispetto al placebo (P
  • Nelle donne, le variazioni sulla scala UPDRS erano associate a un più alto aumento dei livelli di urato sierico (r= - 52; P
  • Il trattamento era ben tollerato; nelle donne trattate con inosina si erano verificati 3 casi di calcoli renali, l’evento avverso più atteso.

 

Limiti dello studio

  • Lo studio non ha sufficiente potere statistico per determinare l’effetto dell’inosina sulla progressione della malattia.

 

Perché è importante

  • Questo studio fornisce evidenza di livello II che il trattamento con inosina produce un aumento di urato più elevato nelle donne che negli uomini, il che è consistente con il fatto che le donne hanno livelli di urato alla baseline più bassi.
  • I risultati suggeriscono che il trattamento con inosina potrebbe ridurre la progressione della malattia di Parkinson nelle donne, ipotesi che andrebbe verificata in studi appositamente disegnati.