Trasferimenti di valore 2017 dall'industria farmaceutica a operatori e organizzazioni sanitarie


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GIMBE - Evidence for Health

Trasferimenti di valore 2017 dall'industria farmaceutica a operatori e organizzazioni sanitarie - Report Osservatorio Gimbe 02/2019

Il 23 febbraio 2016 l’industria farmaceutica italiana rinnova il suo impegno per la trasparenza in sanità sulla scia dell’approvazione da parte dell’European Federation of Pharmaceutical Industries and Association (EFPIA) del disclosure code1, che obbliga le aziende farmaceutiche associate di 33 paesi europei a rendere pubblici tutti i finanziamenti erogati a professionisti e organizzazioni sanitarie (cd. trasferimenti di valore).

Farmindustria aveva già recepito nel maggio 2015 nel proprio Codice deontologico (cfr. appendice) quanto previsto dal disclosure code EFPIA2, definito dal Presidente Scaccabarozzi

«uno strumento attraverso cui alimentare la trasparenza e sconfessare così i pregiudizi esistenti sulla relazioni tra aziende farmaceutiche e camici bianchi. Questo tema rappresenta un trasferimento di valore bilaterale: le aziende trasferiscono ai medici la conoscenza dei loro farmaci, sempre più innovativi e dunque spesso complicati da utilizzare; e loro ci trasferiscono il valore fondamentale che è l'esperienza nell'uso di queste terapie, molto importante soprattutto ai fini della ricerca. Tutto questo, quando è regolato da transazioni economiche, dà luogo a un certo pregiudizio, contro un fine che invece è nobile. Con l’EFPIA disclosure code abbiamo deciso di rendere il tutto trasparente, in modo da contribuire a cancellare le false credenze».

Considerato che solo USA e Francia prevedono obblighi di legge in tal senso, per l’Italia, come per la maggior parte dei paesi, l’obbligo di rendere trasparenti i rapporti economici tra industria del farmaco e professionisti sanitari costituisce una novità assoluta.

Nel 2016 lo stesso Presidente di Farmindustria annuncia che «Entro il prossimo 30 giugno le circa 200 aziende aderenti a Farmindustria pubblicheranno on line e ben visibili sui loro siti web i dati relativi ai rapporti economici intercorrenti con i medici e con le organizzazioni sanitarie, dalle società scientifiche agli ospedali e alle università. Il tutto garantendo il massimo della trasparenza e il rispetto delle norme sulla privacy, tant’è che a tutti i soggetti interessati sarà chiesta formale autorizzazione che, se negata, precluderà alla pubblicazione del nominativo del destinatario del contributo economico e i dati relativi saranno pubblicati dalle singole imprese in forma aggregata sul sito aziendale (numero di professionisti che non hanno dato il consenso e totale dei contributi)»

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