Trapianto di utero, efficacia e sicurezza per mamma e bambino

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • Il trapianto di utero (UTx) rappresenta un’opzione efficace per il trattamento dell’infertilità legata all’assenza di un utero funzionale.
  • I bambini nati da donne sottoposte a questo trapianto sono sani e la procedura si associa a effetti psicologici e medici a lungo termine non gravi sia nelle donatrici che nelle riceventi.

È una procedura ancora poco utilizzata e riservata a un gruppo ben definito di donne con problemi di infertilità, ma il trapianto di utero (UTx) sembra essere un’opzione efficace e sicura. Lo scrivono sulla rivista Fertility & Sterility i ricercatori guidati da Mats Brännström dell’Università di Gothenburg (Svezia), autori del primo studio che ha valutato in modo completo gli esiti di questo trapianto tanto particolare, effettuato per la prima volta (senza successo) nel 2000.

“Questa procedura viene utilizzata nei casi di infertilità completa da fattore uterino, ovvero in quelle donne che per diverse cause non hanno un utero o ne hanno uno non funzionale” esordiscono gli esperti, ricordando che fino a poco tempo fa l’infertilità di queste donne era considerata incurabile.

Dopo il primo UTx di successo, realizzato in Svezia nel 2014, i ricercatori di tutto il mondo si sono impegnati per cercare di ottimizzare le procedure di trapianto e successiva fertilizzazione in vitro, definire le caratteristiche di donatore e ricevente e assicurare il benessere dei bimbi nati dopo l’intervento.

In Italia il primo trapianto di utero è stato effettuato nel 2020 presso il Centro trapianti del Policlinico di Catania ed è stato descritto in un comunicato stampa della Rete Nazionale Trapianti come un “evento storico per tutta la rete”. Sempre a Catania è stato eseguito il secondo (e ultimo) trapianto di utero nel gennaio 2022.

In questo contesto ancora tutto da definire, Brännström e colleghi hanno riportato i risultati ottenuti da nove procedure di UTx dopo donazione da vivente, sette delle quali andate a buon fine e seguite da fertilizzazione in vitro con trasferimento di embrioni.

“Sette donne hanno dato alla luce 9 bambini” spiegano gli autori, ricordando la peculiarità di questo trapianto rispetto a tutti gli altri trapianti di organi. “Nel caso dell’UTx si tratta di un trapianto ‘temporaneo’ finalizzato alla gravidanza, e non di una procedura salva-vita come avviene in genere con i trapianti” specificano.

A conti fatti, l’analisi degli esiti ha mostrato tassi cumulativi di nascita pari a 86% per i trapianti con procedure chirurgiche andate a buon fine e a 67% per tutti i trapianti effettuati. I tassi di gravidanze cliniche (CPR) e di bambini nati vivi (LBR) sono risultati migliori dopo trasferimento di embrioni di 5 giorni rispetto a embrioni di 2 giorni e in tutte le gravidanze crescita fetale e flusso sanguigno sono risultati normali.

Si sono verificati tre casi di preeclampsia e 4 bambini hanno sviluppato sindrome da distress respiratorio, ma nel complesso tutti i bambini nati sono risultati sani e hanno seguito traiettorie di crescita nella norma.

“Gli esiti di salute a lungo termine, anche quelli psicologici, sono rassicuranti sia per le donatrici che per le riceventi” affermano gli autori che poi concludono: “Servono comunque ulteriori studi per ottimizzare questo nuovo trattamento per l’infertilità in termini di procedure chirurgiche, riproduzione assistita, gestione ostetrica e sostegno psicologico”.