Trapianto di rene da vivente: scarsi risultati da donatore ABO-incompatibile


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggio chiave

  • Rispetto ai trapianti di rene da donatore vivente ABO-compatibile, i trapianti da donatore vivente ABO-incompatibile si associano a un eccesso di mortalità e di perdita dell’organo trapiantato nei primi 3-5 anni dopo il trapianto.

 

Descrizione dello studio

  • Una revisione sistematica della letteratura ha permesso di identificare 40 studi pubblicati tra il 1998 e il 2017 che riportavano gli esiti (≥1 anno di follow-up) di un trapianto di rene da donatore vivente ABO-incompatibile (ABOi-rTx) e includevano un gruppo controllo ABO-compatibile (ABOc-rTx).
  • I dati estratti sono stati analizzati usando modelli a effetti fissi o effetti random in base al valore dell’indice che misura l’entità dell’eterogeneità tra gli studi (I2).
  • Gli endpoint primari erano la mortalità per ogni causa e la sopravvivenza dell’organo trapiantato a 1, 3, 5 e >8 anni dal trapianto.

 

Risultati principali

  • I 40 studi analizzati includevano 65.063 pazienti eleggibili per l’analisi, 7.098 dei quali erano stati sottoposti a ABOi-rTx.
  • Rispetto ai trapianti da donatore compatibile, i trapianti da donatore incompatibile si associavano a una mortalità significativamente più alta a 1 anno (OR 2,17; IC95% 1,63-2,90; P2=37%), 3 anni (OR 1,89; 1,46-2,45; P2=29%) e 5 anni (OR 1,47; 1,08-2,00; P=0,010; I2=68%).
  • La sopravvivenza dell’organo trapiantato (censura per decesso) era più bassa con ABOi-rTx a 1 anno (OR 2,52; 95%CI 1,80-3,54; P2=61%) e 3 anni (OR 1,59; 1,15-2,18; P=0,0040; I2=58%).
  • La perdita dell’organo trapiantato era equivalente nei due gruppi di pazienti dopo 5 anni e la sopravvivenza dopo 8 anni.
  • Il trapianto da donatore incompatibile si associava a un rischio più alto di infezione, rigetto e sanguinamento.
  • Non sono stati riscontrati bias di pubblicazione; i risultati erano robusti fino a 5 anni dopo il trapianto, dopo erano futili o inconclusivi.

 

Limiti dello studio

  • Gli studi analizzati erano eterogenei (es. protocollo di immunosoppressione).
  • Non è stato possibile prendere in esame alcune caratteristiche del paziente che potevano influire sugli esiti del trapianto (es. fragilità, durata della dialisi, malattie cardiovascolari).

 

Perché è importante

  • I trapianti da donatore ABO-incompatibile sono in aumento a causa della carenza di organi.
  • Questa metanalisi rappresenta la sintesi più completa degli studi in cui sono stati confrontati ABOi-rTx e ABO-c rTx.
  • Il trapianto da donatore incompatibile è svantaggioso: nonostante il miglioramento nei protocolli di desensitizzazione gli esiti sono peggiori rispetto a quelli ottenuti con un donatore compatibile.
  • Vanno promossi i trapianti di rene con scambio tra coppie con incompatibilità di gruppo sanguigno.