Trapianti, 'maratona' a Bergamo, 4 interventi salvavita in 24 ore


  • Adnkronos Salute
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Milano, 1 ott. (AdnKronos Salute) - Maratona chirurgica a Bergamo, con quattro pazienti trapiantati in 24 ore all'ospedale Papa Giovanni XXIII: due impianti di fegato, su un uomo di 53 anni e una bambina di 1 anno, e due di rene, su un giovane di 44 anni e una di 34. L'Asst lombarda descrive come "un tour de force" quello che tra martedì 24 settembre e mercoledì 25 ha visto protagonista l'équipe della Chirurgia generale 3 diretta da Michele Colledan, con il supporto degli anestesisti dell'Anestesia e rianimazione 1 e 5 (pediatrica) e di tutte le figure che si avvicendano nelle sale operatorie.

"Una serie positiva" iniziata alle 4 di mattina del 24 settembre - ricostruisce oggi l'azienda socio sanitaria territoriale - con l'ingresso in sala operatoria del paziente 53enne, affetto da una grave compromissione della funzionalità epatica. Il fegato che lo ha salvato era stato prelevato in piena notte in un altro ospedale lombardo da due chirurghe del team di Colledan, e la squadra di 11 persone coinvolta nell'intervento ha lavorato fino alle 11. Mentre era in corso il primo trapianto, un dottore e una dottoressa della Chirurgia generale 3 sono partiti verso un altro ospedale non lombardo per un secondo prelievo. Con la tecnica split hanno ricavato da un donatore adulto una porzione di fegato destinata alla piccola di 1 anno, entrata in sala operatoria a Bergamo alle 13 e uscita 8 ore dopo, al termine di un intervento al quale hanno partecipato anche questa volta 11 professionisti. L'altra metà di organo è andata a Roma, dove ha salvato un'altra giovanissima vita.

Ma la maratona era solo a metà: mentre era in corso il secondo trapianto, infatti, alle 16 ha fatto il suo ingresso nel blocco operatorio bergamasco l'uomo di 44 anni che ha ricevuto un rene prelevato dai medici dell'ospedale dove è avvenuta la donazione. In sala operatoria per l'impianto 9 persone. Infine, poco dopo la conclusione del terzo trapianto, alle 23 è stato il turno della giovane di 34 anni che ha ricevuto l'altro rene dello stesso donatore. Sei gli operatori in sala, per un intervento che si è concluso alle 4 di mattina del 25 settembre, esattamente 24 ore il primo. "Il decorso postoperatorio dei quattro pazienti è regolare" e le loro condizioni giudicate "buone" dai clinici del Papa Giovanni XXIII.

"Tutta l'équipe è stata impegnata per 24 ore, chi nelle sale operatorie di altri ospedali a prelevare gli organi, chi in quelle dell'ospedale di Bergamo per eseguire i trapianti - riferisce Colledan, che al Papa Giovanni è anche Direttore del Dipartimento Insufficienza d'organo e trapianti - Allo stesso tempo abbiamo portato avanti la nostra normale attività ambulatoriale e in reparto. Fondamentale è stata anche tutta l'organizzazione ospedaliera, che ci ha consentito di lavorare al meglio, mettendoci a disposizione tutto quello di cui abbiamo avuto bisogno, dal sangue per le trasfusioni ai posti letto in Terapia intensiva".

"E' stato un grande lavoro di squadra - tiene a sottolineare il primario - La disponibilità di organi non è né prevedibile né continua, quindi facciamo di tutto per non lasciar cadere nel vuoto nessuna occasione che ci viene da un gesto di generosità così grande come la donazione degli organi".

Maria Beatrice Stasi, direttore generale dell'Asst bergamasca, dice "grazie ai tanti professionisti coinvolti per lo straordinario lavoro svolto. La professionalità del nostro centro, la dedizione dei nostri operatori e la capacità di lavorare in sinergia fra tutti gli attori della rete trapianti hanno fatto la differenza anche in questa occasione e ci hanno permesso di onorare la grande generosità dei donatori".