Trapianti, mamma festeggia compleanno donando rene al figlio

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Milano, 10 feb. (Adnkronos Salute) - La 'samaritana numero 500' del Policlinico di Milano nasconde una storia speciale. E' una mamma e, nel giorno del suo compleanno, ha scelto di farlo lei il regalo più bello: un rene da trapiantare. Destinatario: il figlio affetto da una grave insufficienza dell'organo. L'intervento porta a quota 500 i trapianti di rene da donatore vivente eseguiti nell'Irccs di via Sforza.

Mamma e figlio vengono da un'altra regione. Lui, poco meno di 50 anni, non è ancora in dialisi, anche se sarebbe diventata indispensabile di lì a poco. Ha bisogno di un rene nuovo. L'unica strada è il trapianto, ma la lista d'attesa per riceverlo da un donatore deceduto è lunga, e per la migliore riuscita del percorso sarebbe meglio evitare del tutto la dialisi. E' a questo punto che mamma e figlio scoprono la possibilità della donazione da vivente: un'opzione - spiegano dal Policlinico meneghino - ancora poco conosciuta, ma che permetterebbe loro di tornare a una vita normale. La madre risulta compatibile, è in buona salute e la sua vita quotidiana non cambierà particolarmente con un rene in meno. La decisione è immediata. E salgono sul treno che li porterà a Milano. L'intervento in realtà ne comprende due: il prelievo del rene dalla madre, e poi il vero e proprio trapianto nel paziente. Ci pensano gli specialisti della Chirurgia generale-Trapianti di rene dell'Irccs, guidati da Mariano Ferraresso.

"Il trapianto di rene da donatore vivente - racconta Ferraresso - è una procedura ancora poco praticata in Italia. Il più delle volte viene vista come ultima scelta dopo lunghi periodi di attesa di un rene da donatore deceduto, anche se i risultati internazionali ci dicono che questa è la prima opzione da prendere in considerazione, specialmente quando ancora la dialisi non è iniziata. Purtroppo non sempre è praticabile e a volte non basta solo la volontà: ci vuole anche una forte determinazione. Nel nostro caso, per arrivare all'intervento, entrambi hanno dovuto perdere tra i 15 e i 20 kg di peso, mentre la mamma donatrice ha smesso di fumare dopo 40 anni i suoi due pacchetti di sigarette giornalieri. Tutto questo dimostra come sia messa la massima cura nella selezione dei donatori per garantire che il loro gesto d'amore avvenga in tutta sicurezza".

"Il primo trapianto di rene al Policlinico di Milano è del 1969 - commenta il direttore generale Ezio Belleri - e da allora i nostri chirurghi ne hanno fatti quasi 3.700, di cui 460 su pazienti pediatrici. Il primo intervento con un donatore vivente è del 1970 e oggi arriviamo a contarne ben 500, di cui 62 a favore di bambini con gravi patologie renali. Tra questi gesti di generosità e altruismo ce ne sono due che spiccano in particolare, due donazioni 'samaritane', in cui il donatore ha voluto dedicare uno dei propri reni ad un paziente che non conosceva. Il paziente più giovane che abbiamo trapiantato aveva solo 1 anno, il più anziano 83. Questo credo renda bene l'idea di cosa significhi lavorare ogni giorno per prendersi cura di tutti, in ogni età della vita".

Oggi madre e figlio sono tornati a casa, stanno entrambi bene e il pericolo della dialisi è alle spalle. A legarli non c'è più soltanto l'affetto, ma anche la consapevolezza di essere i protagonisti di una storia a lieto fine. L'ultima di una lunga serie, o la prima delle prossime 500 che verranno.