Trapianti, insufficienza epatica fulminante da colpo di calore, salvato a Torino

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Torino, 22 giu. (Adnkronos Salute) - Salvato con un trapianto di fegato per insufficienza epatica fulminante da colpo di calore. E' accaduto all'ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, dove un paziente è stato sottoposto "per la prima volta" a intervento 3 giorni dopo essere stato colpito da un colpo di calore, riferiscono dal polo piemontese.

L'uomo, 57 anni, corporatura da ex atleta corridore, residente nell'Astigiano, era stato colto da malore nei pressi della sua abitazione dove i soccorritori l'hanno rinvenuto riverso a terra, privo di sensi, vicino a un rogo di rovi e sterpaglie. La prima temperatura corporea rilevata è stata di 41 gradi, e le condizioni cliniche sono apparse critiche, da necessitare l'intubazione e il trasporto in elisoccorso in ospedale ad Alessandria. Nelle ore successive, dopo il raffreddamento con mezzi fisici (ghiaccio sul corpo e infusioni endovenose fredde) e l'applicazione di terapie volte a sostenere le funzioni vitali, le condizioni del paziente si sono progressivamente stabilizzate, con iniziali segni di miglioramento. Tuttavia gli indici relativi allo stato del fegato a partire da 24 ore dopo l'evento acuto hanno registrato un evidente e progressivo peggioramento. A poco più di 36 ore il paziente non dava alcun segno di risveglio dal coma e si trovava in uno stato di grave insufficienza epatica acuta. 

Per questo si è deciso per il trasferimento alle Molinette di Torino e l'inserimento in lista d'attesa per trapianto di fegato in 'super-urgenza nazionale'. Poco dopo è arrivata la compatibilità da Udine, dove  i chirurghi del Centro trapianto di fegato di Torino si sono recati per eseguire il prelievo d'organi.

Attualmente il paziente si trova ancora degente in terapia intensiva, ma ha già normalizzato i valori della funzione epatica e sta dando significativi, seppur iniziali, segni di risveglio dal coma, riferiscono dalla Città della Salute. 

"Per la sua estrema rarità, il quadro di severo danno epatico secondario a colpo di calore pone particolari criticità nella sua valutazione e nella sua scelta di trattamento - sottolinea Giovanni La Valle, direttore generale - Quando il grado di compromissione funzionale epatica supera i limiti di non ritorno, allora inizia una vera corsa contro il tempo, alla quale solo l'eccellenza del sistema trapianti a livello locale e nazionale permette di dare una risposta efficace".