Trapianti, in Paraguay primo di staminali grazie a progetto italiano


  • Adnkronos Salute
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Roma, 5 dic. (Adnkronos Salute) - Primo trapianto di cellule staminali emopoietiche in Paraguay, grazie alla generosità e alla professionalità italiane. Si è concluso con successo a inizio novembre l'intervento per curare Cecilia, una bambina di 4 anni affetta da aplasia midollare, una patologia caratterizzata da un danno irreversibile del midollo emopoietico che diventa incapace di produrre le cellule staminali e che, se non trattata, può portare alla morte soprattutto a causa di infezioni ed emorragie. La piccola si è sottoposta al trapianto allogenico di cellule staminali, ricevendo il midollo dal fratello minore di soli 2 anni, che è risultato compatibile.

L'intervento è stato effettuato all'ospedale Niños de Acosta Ñu ad Asunción, in Paraguay, grazie al contributo di medici e infermieri della Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma (Mbbm) che, insieme all'associazione Sostegno ematologia oncologia pediatrica (Aseop) e al Comitato Maria Letizia Verga, ha accompagnato l'ospedale nella creazione del primo centro trapianti di cellule staminali ematopoietiche del Paese e nella formazione dei medici per renderlo operativo e autonomo.

"Negli ultimi 10 anni il ministero della Sanità del Paraguay - afferma Valentino Conter, responsabile della Children Global Medicine - ha compiuto notevoli sforzi per migliorare l'assistenza sanitaria ai bambini con cancro. Oggi oltre il 70% dei bambini con leucemia linfoblastica acuta sopravvive nel Paese, ma per alcuni di loro l'unica possibilità di guarigione passa attraverso un trapianto di cellule staminali ematopoietiche". Secondo le stime sull'incidenza dei tumori pediatrici in Paraguay, sono circa 80 piccoli pazienti che ogni anno necessitano di un trapianto per aver maggiori possibilità di sopravvivenza.

Il progetto per la creazione del primo centro trapianti di cellule staminali in Paraguay nasce all'interno delle iniziative di cooperazione internazionale che i clinici e i ricercatori del centro di Monza portano avanti da oltre trent'anni e che nel 2016 si sono denominati Children Global Medicine.

Recentemente la Children Global Medicine è diventata dipartimento dell'Università di Milano-Bicocca, diretto dal professor Andrea Biondi: un riconoscimento che permetterà di certificare la formazione universitaria dei training realizzati dalla Fondazione Mbbm.

"Quello che adottiamo in tutte le nostre missioni e che abbiamo esportato anche in Paraguay - commenta Marta Verna, medico della Fondazione e responsabile del progetto in Paraguay - si chiama 'capacity building approach'. Nell'avvicinarci ai Paesi con 'risorse limitate', cerchiamo di migliorare le competenze ottimizzando l'uso delle risorse locali e adoperando sia una metodologia di affiancamento in loco, sia una formazione continua a distanza. Una missione così ambiziosa può essere possibile solo attraverso la creazione di una rete di formazione, educazione, scambio di competenze tra operatori. In questo modo ci siamo affiancati all'équipe del Paraguay, che è stata capace di accoglierci e partire insieme a noi nella grande sfida di curare ogni giorno un bambino in più".