Tra meno di 10 anni 25 mln malati cronici, spesa Ssn sfida fragilità


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Roma, 15 mag. (AdnKronos Salute) - Un Paese costretto, nel futuro prossimo, a fare i conti con il peso della fragilità. Tra meno di 10 anni - nel 2028 - il numero di malati cronici salirà a oltre 25 milioni (oggi sono quasi 24 milioni), mentre i multi-cronici saranno circa 14 milioni (oggi sono oltre 12,5 milioni). La stima arriva dalla XVI edizione del Rapporto Osservasalute, che mette in luce come la patologia cronica più frequente nel Belpaese sarà l'ipertensione, con quasi 12 milioni di persone affette nel 2028, mentre l'artrosi/artrite interesserà quasi 11 milioni di italiani; per entrambe le patologie ci si attende oltre 1 milione di malati in più (rispetto al 2017).

Tra 10 anni le persone con osteoporosi saranno invece circa 5,3 milioni, gli italiani affetti da diabete oltre 3,6 milioni, mentre i malati di cuore circa 2,7 milioni. Quanto alle diverse fasce della popolazione, nel 2028 tra chi ha 45-74 anni gli ipertesi saranno 7 milioni, quelli affetti da artrosi/artrite 6 milioni, i malati di osteoporosi 2,6 milioni, i malati di diabete circa 2 milioni e i malati di cuore più di 1 milione. Inoltre, tra gli italiani ultra 75enni 4 milioni saranno affetti da ipertensione o artrosi/artrite, 2,5 milioni da osteoporosi, 1,5 milioni da diabete e 1,3 milioni da patologie cardiache.

"L'aumento sensibile delle persone con problemi di salute avrà sicuramente un impatto sulla domanda di cura e assistenza, sia di natura strettamente sanitaria che socio-sanitaria", sottolineano gli esperti.

A parlare sono i numeri: se nel 2016 il numero di contatti mensili con un medico specialista sono stati oltre 13 milioni, nel 2038 supereranno i 14 milioni. Le notti passate in ospedale nel 2016 sono state oltre 41 milioni, ma nel 2038 diventeranno più di 47 milioni. Mentre nello stesso periodo le persone che hanno fatto ricorso all'assistenza domiciliare passeranno da 1,8 milioni a 2,2 milioni. L'aumento della domanda di cure e assistenza avrà conseguenze sulla spesa sanitaria. Attualmente nel nostro Paese si stima si spendano, complessivamente, circa 66,7 miliardi di euro per la cronicità. Ma stando alle proiezioni effettuate sulla base degli scenari demografici futuri, e ipotizzando una prevalenza stabile nelle diverse classi di età, nel 2028 spenderemo 70,7 miliardi di euro.

In generale, le proiezioni della Ragioneria generale dello Stato prevedono che il rapporto tra spesa sanitaria pubblica e Prodotto interno lordo dovrebbe crescere dal 6,6% del 2017 al 6,8% nel 2030, fino ad arrivare al 7,3% del 2040. In altre parole, dovremmo passare dagli attuali 114 miliardi a 139 miliardi nel 2030 e 168 miliardi di euro nel 2040. "Lo scenario che si prospetta - commenta il direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, Alessandro Solipaca - evidenzia che la sfida che il Ssn dovrà affrontare è quella legata alle crescenti fragilità degli anziani. La spesa da sostenere per questo gruppo di popolazione non potrà gravare tutta sul settore sanitario, perché si tratta di prestazioni con una forte connotazione socio-assistenziale".

"Di fronte al quadro futuro - conclude il direttore dell'Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, Walter Ricciardi - per il Ssn è necessario intensificare gli sforzi per promuovere la prevenzione e un cambio di paradigma rispetto all'organizzazione dei servizi di cura, definendo nuovi percorsi assistenziali in grado di prendere in carico il paziente nel lungo termine, prevenire e contenere la disabilità, garantire la continuità assistenziale e l'integrazione degli interventi socio-sanitari".