Torino, ortopedici e ingegneri salvano donna con sarcoma rarissimo


  • Adnkronos Salute
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Milano, 27 feb. (AdnKronos Salute) - "Per la prima volta" un intervento chirurgico di precisione, al quale hanno lavorato fianco a fianco 'a tavolino' ortopedici e ingegneri, ha salvato la vita a una donna di 40 anni colpita da una forma rarissima di sarcoma osseo (2-6 casi su 100 mila persone ogni anno). La paziente potrà tornare a camminare grazie a una protesi di bacino "di alta sartoria" progettata in 3 dimensioni. L'operazione è stata eseguita al Cto della Città della salute di Torino, che alla vigilia del 28 febbraio - Giornata mondiale delle malattie rare annuncia l'intervento effettuato "con successo" da un'équipe multidisciplinare.

L'asportazione del tumore e la ricostruzione sono state pianificate accuratamente in 3D in base ai risultati di una risonanza magnetica e di una Tac a strato sottile - informa l'azienda ospedaliero-universitaria - grazie a un team ingegneristico italiano e alla collaborazione di una start-up torinese all'avanguardia nel settore dell'ingegneria biomedica, con la preparazione di un bacino su misura e 'guide di taglio' mirate. La delicata rimozione è stata quindi seguita dall'impianto della protesi 'custom-made', realizzata appunto su misura, che ha permesso la ricostruzione anatomica e biomeccanica del bacino e dell'articolazione dell'anca.

L'équipe chirurgica - composta da ortopedici della Chirurgia oncologica ortopedica diretta da Raimondo Piana, e della Clinica ortopedica e traumatologica universitaria diretta da Alessandro Massè - ha portato a termine l'intervento anche grazie all'ausilio delle "complesse tecniche anestesiologiche" in uso dal team di Anestesia e Rianimazione diretto da Maurizio Berardino. La meticolosa preparazione ha consentito di ridurre la durata dell'operazione a 5 ore e mezza, invece delle tradizionali 8, comportando soprattutto minori perdite ematiche. Dopo alcuni giorni di degenza al Cto, per proseguire le cure riabilitative e recuperare la capacità di camminare la paziente è stata trasferita presso l'Unità spinale unipolare del Dipartimento di Ortopedia, traumatologia e riabilitazione diretto da Giuseppe Massazza.

"Interventi simili - evidenziano dalla Città della Salute di Torino - sono resi possibili dalla collaborazione multidisciplinare di diverse figure specialistiche in campo medico e ingegneristico. I progressi in campo ortopedico oncologico e ricostruttivo sono il frutto della ricerca in ambito oncologico, indispensabile anche in tumori rari quali i sarcomi dell'osso e dei tessuti molli, che sono studiati all'interno del Gruppo interdisciplinare Cure istituito dalla Rete oncologica della Regione Piemonte e della Valle D'Aosta. La pianificazione preoperatoria e l'applicazione delle conoscenze scientifiche sono indispensabili per la riuscita di interventi simili che sono comunque gravati da un alto tasso di complicanze (5% di mortalità intraoperatoria)".

"L'ortopedia si sta muovendo rapidamente, come già avviene per altre specialità - si legge in una nota dall'Aou - verso una chirurgia di precisione nella quale i dettagli dell'intervento, e a volte come in questo caso anche i materiali impiantati, vengono definiti nei minimi particolari in fase pre-operatoria grazie all'ausilio delle nuove tecnologie. La possibilità di simulare un intervento su un modello virtuale, o addirittura su un perfetto calco 3D, riduce gli imprevisti e aumenta la precisione delle procedure chirurgiche. Queste tecniche erano fino a poco tempo fa impensabili".