Tonsillectomia: quando praticarla e come trattarla (linee guida AAO-HNSF 2019)


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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In Italia si eseguono circa 2.500 tonsillectomie l’anno tra i minori di 18 anni e circa 4.500 tra gli adulti.

Infezioni ricorrenti

  • Si raccomanda un’osservazione vigile delle faringiti ricorrenti se gli episodi sono meno di sette in un anno o meno di cinque per anno negli ultimi 2 anni o meno di tre per anno negli ultimi 3 anni.
  • La tonsillectomia può essere indicata per le faringiti ricorrenti se la frequenza degli episodi è superiore a quella menzionata sopra e se esistono cartelle cliniche per ciascuno di essi (non contano gli episodi autodiagnosticati e riferiti dal paziente). Almeno uno degli episodi deve essere stato accompagnato da febbre >38,3°C, adenopatia cervicale, essudato tonsillare o test positivo per streptococco beta-emolitico.
  • In un bambino che non risponde a questi criteri, il medico può valutare caso per caso, in particolare a fronte di intolleranze o allergie ad alcuni antibiotici, febbre periodica accompagnata da stomatite aftosa, faringite e adenite o più di un episodio di ascesso peritonsillare.

Ostruzione respiratoria nel sonno e sleep apnea

  • È opportuno chiedere ai caregiver di bambini con disturbo ostruttivo del respiro durante il sonno e ipertrofia tonsillare se vi sono comorbidità che possono beneficiare della tonsillectomia (ritardi di crescita, scarsa performance scolastica, enuresi, asma e problemi comportamentali).
  • Prima dell’intervento è indicata comunque una polisonnografia se il bambino ha meno di 2 anni o se è obeso, affetto da sindrome di Down, anomalie cranio-facciali, disturbi neuromuscolari, anemia falciforme o mucopolisaccaridosi.
  • La polisonnografia è indicata anche in tutti i casi che non rientrano nel precedente elenco e in cui il disturbo respiratorio nel sonno è più intenso di quanto giustificato dall’esame obiettivo (nel qual caso la tonsillectomia può essere indicata).
  • La tonsillectomia è indicata in caso di sleep apnea accompagnata da disturbi respiratori nel sonno (documentata strumentalmente).
  • L’intervento può non essere risolutivo e il medico deve spiegarlo ai caregiver e al paziente.

Trattamento

  • Il dolore postoperatorio va controllato appropriatamente con ibuprofene, paracetamolo o ambedue. È importante parlarne con i familiari e col bambino prima dell’intervento. Farmaci a base di codeina sono controindicati sotto i 12 anni.
  • Gli antibiotici non sono indicati nel periodo perioperatorio.
  • È indicata la somministrazione durante l’intervento di una dose singola endovena di dexametasone.
  • È opportuno tenere il bambino ricoverato per una notte dopo l’intervento se ha meno di 3 anni o se ha una ostruzione respiratoria grave (indice apnea-ipopnea ≥10 eventi ostruttivi per ora, saturazione di ossigeno

Sanguinamento postoperatorio

  • Il sanguinamento può presentarsi entro 24 ore dall’intervento (sanguinamento primario) od oltre (sanguinamento secondario).
  • Il paziente va tenuto in osservazione nelle prime 24 ore ma qualsiasi episodio di sanguinamento deve essere valutato anche in seguito e indagato nel corso del follow-up annuale.

Le novità rispetto alle linee guida precedenti

  • Questa linea guida include la revisione di 1 nuova linea guida, 26 revisioni sistematiche e 13 nuovi trial clinici randomizzati.
  • La raccomandazione contro la prescrizione di antibiotici in fase perioperatoria è stata introdotta in questa versione.
  • La controindicazione alla prescrizione di antidolorifici con codeina in età inferiore ai 12 anni è stata introdotta in questa versione (ma significa anche che tali farmaci possono essere utili nel dolore intenso dopo questa età).
  • La nuova versione è stata stilata con la collaborazione di gruppi di pazienti e pone l’accento sulla necessità di andare incontro alle preferenze del paziente e dei caregiver nello scegliere se ricorrere o meno all’intervento.