Tonsillectomia pediatrica: la mortalità post-operatoria sale per alcuni pazienti

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
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  • La mortalità post-operatoria dopo tonsillectomia in età pediatrica è bassa nei bambini sani, ma aumenta in modo significativo in pazienti con comorbilità croniche complesse.
  • Questi dati possono essere d’aiuto nel percorso decisionale relativo alla tonsillectomia.

Morire per le complicanze di una tonsillectomia pediatrica è un evento raro, ma non impossibile, soprattutto se chi si sottopone all’intervento presenta comorbilità croniche importanti.

Sono queste in estrema sintesi le conclusioni di uno studio pubblicato su JAMA da Bruce Edmonson, della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health di Madison (Stati Uniti), e colleghi. “La tonsillectomia è un intervento comune in età pediatrica ma i dati relativi alla mortalità post-operatoria sono scarsi e poco dettagliati” esordiscono gli autori, spiegano che in genere non sono disponibili tassi di mortalità specifici per sottogruppi di pazienti con fattori di rischio noti per lo sviluppo di complicazioni, come per esempio età inferiore a 3 anni, presenza di disturbi respiratori del sonno o di comorbilità croniche.

Per stabilire quanto comuni siano i decessi post-operatori dopo tonsillectomia pediatrica e quali le caratteristiche del paziente associate a tali decessi, i ricercatori hanno portato a termine uno studio retrospettivo di coorte su oltre mezzo milione di bambini sottoposti all’intervento in 5 stati USA: California, Florida, Maryland, New York e Wisconsin.

“L’esito primario era il decesso post-operatorio entro 30 giorni o anche oltre i 30 giorni in caso di ricovero prolungato in ospedale” scrivono gli autori, che hanno stimato la mortalità post-operatoria 100.000 interventi sia a livello generale che in relazione a età, problemi respiratori nel sonno e condizioni croniche complesse.

A conti fatti, le analisi hanno mostrato un tasso di mortalità non aggiustato di 7 decessi per 100.000 interventi. Dall’analisi a variabili multiple non sono emerse associazioni tra gruppo di età o problemi respiratori nel sonno e mortalità post-operatoria. Discorso diverso per la presenza di comorbilità complesse croniche che hanno portato a tassi significativamente più elevati di mortalità: 117 decessi su 100.000 interventi rispetto a meno di 4 decessi per 100.000 interventi registrati in assenza di queste comorbilità.

“I bambini con comorbilità complesse croniche rappresentavano meno del 3% degli interventi di tonsillectomia inclusi nello studio, ma il 44% dei decessi osservati” affermano Edmonson e colleghi, precisando che la maggior parte dei decessi in questo gruppo ad alto rischio è avvenuto in bambini con disturbi neurologici/neuromuscolari o congeniti/genetici.

“Per i bambini con comorbilità complesse croniche sono necessari approcci specifici peri-operatori e di counselling perchè questi pazienti rappresentano il gruppo a maggior rischio di mortalità dopo tonsillectomia” scrivono in un editoriale di commento Romaine F. Johnson e Ron B. Mitchell, del Southwestern Medical Center e del Children’s Medical Center di Dallas, in Texas, sottolineando anche la necessità di identificare strategie efficaci per ridurre il rischio.