TNBC: l’induzione con chemioterapia aumenta la risposta all’immunoterapia

  • Voorwerk L & al.
  • Nat Med
  • 13/05/2019

  • Deepa Koli
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • La terapia di breve durata con doxorubicina e cisplatino induce un microambiente tumorale più favorevole e aumenta il tasso di risposta a nivolumab delle pazienti con tumore mammario triplo negativo (triple-negative breast cancer, TNBC) metastatico.

Perché è importante

  • Il TNBC presenta una prognosi infausta.
  • I risultati suggeriscono che la modulazione del microambiente tumorale mediante chemioterapia o irradiazione a basso dosaggio prima del blocco della proteina di morte cellulare programmata 1 (programmed cell death protein 1, PD-1)/ligando della proteina di morte cellulare programmata 1 (programmed death ligand 1, PD-L1) può aumentare il tasso di risposta.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 2 TONIC: 66 pazienti con TNBC metastatico sono state assegnate casualmente a nessuna terapia di induzione (n=12) o 2 settimane di induzione mediante irradiazione ipofrazionata (n=12), ciclofosfamide (n=12), cisplatino (n=13) o doxorubicina (n=17) a basso dosaggio.
  • Tutti i trattamenti sono stati seguiti da terapia con nivolumab.
  • Finanziamento: Bristol-Myers Squibb tramite l’International Immuno-Oncology Network; altri.

Risultati principali

  • La sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) mediana era di 1,9 mesi.
  • Il tasso di risposta complessiva (overall response rate, ORR) a nivolumab era del 20%.
  • La durata mediana della risposta era di 9 mesi.
  • La maggior parte delle risposte è stata osservata nei gruppi trattati con doxorubicina e cisplatino (ORR rispettivamente del 35% e 23%). 
  • L’ORR nel gruppo non sottoposto a induzione era del 17%.
  • La clonalità del recettore delle cellule T e la sovraregolazione delle firme correlate all’infiammazione erano più pronunciate con cisplatino e doxorubicina rispetto alla coorte non sottoposta a induzione.
  • Diciannove pazienti (28%) hanno sviluppato eventi avversi (adverse event, AE) correlati al trattamento di induzione di qualsiasi grado (grado 3: 3%) e 13 pazienti hanno lamentato AE immunocorrelati di grado 3–5.

Limiti

  • Lo studio non aveva una potenza sufficiente per consentire un confronto diretto tra gruppi.