Terapie psicologiche per ansia e depressione: il documento di consenso italiano

  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Conoscenza/consapevolezza, accesso alle cure e formazione adeguata. Sono questi i tre grandi capitoli sui quali si sono espressi gli esperti coinvolti nella consensus conference che ha portato alla pubblicazione del documento finale di consenso su “Terapie psicologiche per ansia e depressione”.

“Sono convinto che si tratti di uno strumento utile per sensibilizzare e orientare scelte e strategie volte a migliorare la qualità dell’assistenza rivolta a questi disturbi mentali” afferma Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), nell’introduzione al testo promosso dal Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università degli Studi di Padova con il patrocinio dell’ISS. “Le raccomandazioni di questa Consensus giungono in un momento in cui la nostra vita è cambiata a causa della pandemia SARS-CoV-2 che verosimilmente ha avuto e avrà tra gli altri impatti possibili ripercussioni sull’equilibrio psichico ed emotivo. […] L’obiettivo è continuare a lavorare per fornire a tutti un trattamento adeguato e favorire la miglior qualità di vita possibile” aggiunge.

“Il documento, sistematizzando le conoscenze sulle psicoterapie dei disturbi d’ansia e depressivi, costituisce un’importante e attesa risorsa di riferimento per guidare le scelte terapeutiche, per orientare la formazione specialistica (psicologica e medica, inclusa quella dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta), per promuovere l’equità di accesso alle terapie, per sensibilizzare la comunità sui disturbi mentali e sulle cure più efficaci” scrive sul blog NeuroPsicoLab la neuropsicologa Tiziana Metitieri.

La versione finale del documento, frutto di oltre due anni di lavoro da parte di esperti e di una giuria composta da esponenti della società civile, è disponibile (anche in inglese) da febbraio 2022 sul sito dell’ISS.

L’urgenza dietro il documento

Bastano pochi dati epidemiologici per capire l’importanza dei temi affrontati nel corso della consensus conference dalla quale ha avuto origine al documento finale di consenso.

Come riportato dagli esperti, infatti, la prevalenza globale dei disturbi mentali nel loro complesso supera il 10% e queste patologie rappresentano la seconda causa del carico di sofferenza e disabilità legato a tutte le malattie.

A contribuire maggiormente a tale carico, oltre ai disturbi legati all’abuso di alcol e sostanze, sono proprio i disturbi mentali comuni (DMC), l’espressione tecnica che nella consensus è utilizzata per descrivere problemi e disturbi di ansia e depressione e che ne sottolinea l’elevata prevalenza a livello di popolazione.

“Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il solo disturbo depressivo maggiore colpisce ogni anno circa 350 milioni di persone in tutto il mondo ed è la quarta causa del carico di tutte le malattie. Tale carico è aumentato del 37% dal 1990 al 2010 e, secondo recenti proiezioni, entro il 2030 il disturbo depressivo maggiore potrebbe diventare la prima causa di disabilità e sofferenza di tutte le malattie” si legge nel report di consenso.

La situazione in Italia non è molto diversa: secondo le stime oltre il 7% degli italiani di età compresa tra 18 e 64 anni ha sofferto di almeno un DMC nell’ultimo anno e poco meno del 19% di almeno un DCM nel corso della vita. Va anche detto che in Italia il ricorso ai servizi di assistenza per questi disturbi è più basso che in altri paesi e che uno degli ostacoli potrebbe essere rappresentato dalla scarsità di servizi e di personale specializzato.

Un’analisi condotta dalla Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica ha per esempio mostrato che nel 2019 i Dipartimenti di Salute Mentale erano in grado di rispondere correttamente a circa la metà (poco più del 55%) del fabbisogno assistenziale stimato.

“In queste condizioni di difficoltà, i servizi di salute mentale per adulti danno necessariamente priorità ai disturbi mentali più gravi” si legge nel documento di consenso, dove si ricorda anche che “il carico di sofferenza e di disabilità dei disturbi mentali comuni è certamente maggiore di quello dei disturbi gravi sia perché anche tra i primi vi sono forme estremamente invalidanti sia perché sono significativamente più diffusi”.

Il documento in sintesi

“Scopo primario di questa consensus conference non è promuovere gli interventi psicologici tout court, ma promuovere interventi efficaci per ansia e depressione”. Questa la finalità del lavoro degli esperti, così come descritta nell’Allegato 1 del documento finale che, come già accennato, si concentra su tre principali aree di interesse.

1.Riconoscimento dei disturbi e i piani di trattamento

  • Il riconoscimento della presenza di un DMC in fase precoce è un punto chiave per la corretta gestione dei soggetti che ne soffrono.
  • Si suggerisce che i servizi sanitari territoriali vengano direttamente coinvolti nell’individuazione dei soggetti con disturbi mentali comuni o a rischio di svilupparli.

2.Accesso ai servizi e al trattamento

  • Questo resta uno dei problemi principali quando si parla di DMC.
  • La mancanza di strutture all’interno del Sistema Sanitario Nazionale costringe non di rado gli utenti a rivolgersi al settore privato, con la conseguente creazione di diseguaglianze basate sul reddito/patrimonio.
  • Per ovviare alla scarsa domanda di servizi da parte dei cittadini si suggerisce di investire su campagne di comunicazione e awareness destinate a diversi target e sempre sostenute da rigorose prove scientifiche.
  • La telemedicina è vista come una nuova opportunità per migliorare l’accesso alle cure.

Formazione accademica e le scuole professionalizzanti

  • Si sottolinea la necessità di percorsi formativi e informativi sui DMC nel corso di studi della laurea triennale in Psicologia e della laurea in Medicina e anche nei corsi post laurea previsti per i Medici di Medicina Generale.
  • Si ribadisce l’importanza del potenziamento della ricerca in salute mentale su interventi che riguardano tutte le fasce di età, dai bambini fino ai grandi anziani.

A piccoli passi verso un grande traguardo

L’intero documento di consenso punta su un approccio generale definito come modello stepped care (intensità crescente di cura) che, come scrivono gli esperti, “prevede una gradazione degli interventi in funzione dell’entità dei bisogni e si fonda su un principio gerarchico basato su massimizzazione dei risultati e minimizzazione dei costi. Ogni step rappresenta un intervento, dal meno invasivo (“a bassa intensità”) al più organizzato e contenitivo (“ad alta intensità”), a seconda della gravità della sintomatologia, sulla base delle evidenze empiriche. La mancata risposta a un intervento implica il passaggio a quello di livello superiore”.

L’Allegato 4 del documento “Report sulle linee guida per il trattamento dei disturbi dello spettro ansioso e depressivo” definisce i disturbi d’ansia e depressivi e descrive nel dettaglio le terapie psicologiche più indicate nei diversi livelli del continuum di cura.

Si va avanti quindi a piccoli passi, con un atteggiamento che, per esempio, tiene conto dei dati scientifici oggi disponibili dai quali si evince che in alcuni contesti le terapie psicologiche sono più efficaci di quelle farmacologiche. Particolare attenzione è rivolta alla necessità di cautela nella prescrizione di antidepressivi, il cui utilizzo è raddoppiato in Italia negli ultimi 15 anni, tanto da farli diventare un vero e proprio problema di salute pubblica.

La creazione di un portale sui DMC, proposto dagli esperti e descritto nell’Allegato 7, potrebbe in un certo senso rappresentare un primo passo valido a livello più generale e trasversale. “Detto portale potrebbe fornire non solo materiale informativo, ma anche materiali di auto-aiuto a somiglianza di quanto avviene nei sistemi sanitari di altri Paesi che già hanno collaudato con successo tali modalità” si legge nel documento finale.

“C’è solo da augurarsi che una tale risorsa possa essere realizzata in tempi brevi e che nel frattempo questo documento abbia la massima diffusione” commenta Metitieri nel blog.