Terapia sostitutiva con testosterone: sicura anche dopo un tumore prostatico ad alto rischio?


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Secondo questa metanalisi, in pazienti sopravvissuti a trattamento curativo per tumore della prostata ad alto rischio, il trattamento sostitutivo con testosterone non aumenta il rischio di recidiva biochimica.
  • Il trattamento potrebbe quindi essere preso in considerazione per gli uomini che mostrano sintomi di carenza dell’ormone.
  • Servono ulteriori studi prima di giungere a conclusioni definitive poiché i dati attualmente disponibili sono pochi e di scarsa qualità.

Descrizione dello studio

  • Sono state condotte una revisione della letteratura e una metanalisi che ha coinvolto in totale 13 studi su 608 pazienti, 109 dei quali con storia di tumore della prostata ad alto rischio e sottoposti a trattamento curativo.
  • L’esito primario era il rischio di recidiva biochimica legata al trattamento con testosterone.
  • Gli esiti secondari comprendevano i cambiamenti nei sintomi da carenza di testosterone, nel livello di testosterone e nei valori di antigene prostatico specifico (PSA), oltre agli eventi avversi del trattamento nel corso della terapia con testosterone.  

Risultati principali

  • Il tasso di recidiva biochimica è risultato pari a 0,00 (0,00-0,05), inferiore al tasso atteso in pazienti con storia di tumore prostatico ad alto rischio.
  • Il risultato suggerisce che la terapia con testosterone non aumenta il rischio di ritorno della malattia in questa popolazione.
  • L’eterogeneità dei dati e la loro scarsa qualità potrebbero aver influenzato il risultato finale.
  • Per quanto riguarda gli esiti secondari, sono stati osservati un lieve aumento nei livelli di PSA e di testosterone, miglioramenti nei sintomi da carenza dell’ormone e pochi effetti indesiderati della terapia.

Limiti dello studio

  • Sono presenti numerose potenziali fonti di bias tra le quali la durata limitata e variabile del follow-up e bias di pubblicazione.
  • Sono stati inclusi nell’analisi pochi studi e pochi pazienti.
  • Si osservano differenze nelle metodologie e nelle definizioni utilizzate negli studi.

Perché è importante

  • La carenza di testosterone viene diagnosticata frequentemente nei sopravvissuti a tumore prostatico e può avere un impatto negativo molto forte sulla qualità di vita di chi ne soffre.
  • La terapia a base di testosterone non viene offerta di routine agli uomini con carenza dell’ormone sopravvissuti a tumore prostatico per dubbi legati al potenziale incremento di recidive.
  • Conoscere l’effettiva associazione tra terapia con testosterone e recidiva del tumore prostatico ad alto rischio potrebbe portare a scelte terapeutiche più mirate e sicure.