Terapia di salvataggio nelle infezioni da Klebsiella pneumoniae produttrice di carbapenasi


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In uno studio italiano, la somministrazione di ceftazidime-avibactam (CAZ-AVI) è risultata associata a una minore mortalità a 30 giorni nei pazienti con infezioni da Klebsiella pneumoniae produttrice di carbapenasi (KPC).
  • L’associazione CAZ-AVI, non ancora approvata con questa indicazione, potrebbe invece essere un approccio promettente in questi casi, soprattutto in presenza di batteriemia.

Descrizione dello studio

  • Sono stati individuati retrospettivamente 138 casi di infezioni da KPC in 16 ospedali italiani, trattati con CAZ/AVI come cura compassionevole di salvataggio dopo il fallimento di una terapia con altri antibiotici.
  • Outcome: caratteristiche dei casi ed esiti, sopravvivenza a 30 giorni nella subcoorte con batteriemia (n=104).
  • Analisi multivariata sulla somma dei casi e di altrettanti controlli con batteriemia (n=208) per individuare fattori predittivi di mortalità e di sopravvivenza.
  • Fonte del finanziamento: MIUR.  

Risultati principali

  • Mortalità a 30 giorni dall’esordio dell’infezione =34,1% (n=47).
  • Mortalità a 30 giorni dall’esordio dell’infezione nei 104 pazienti con batteriemia da KPC significativamente inferiore in pazienti trattati con CAZ-AVI che con altri farmaci (36,5% vs 55,7% P=0,005).
  • L’analisi multivariata dei 208 casi e controlli con batteriemia ha mostrato:
    •  come predittori indipendenti di mortalità la presenza di shock settico, neutropenia, indice Charlson di comorbidità >3 e recente ventilazione meccanica;
    • come predittore indipendente di sopravvivenza solo il trattamento con CAZ-AVI.

Perché è importante

  • Le infezioni da batteri gram-negativi multiresistenti sono una grave minaccia, e quelle da KPC sono particolarmente frequenti e in crescita in Italia più che in altri Paesi.