Terapia cognitivo-comportamentale efficace nella sindrome dell’intestino irritabile


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Rispetto alla terapia standard, gli approcci basati sulla terapia cognitivo-comportamentale (CBT) portano più benefici ai pazienti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) anche sul lungo periodo (24 mesi).
  • Questi approcci sono attuabili nei comuni contesti clinici, senza richieste particolarmente gravose di risorse.
  • Ampliare l’accesso a questo tipo di terapia permetterebbe di migliorare sintomi, compromissione funzionale e umore dei pazienti con IBS anche a lungo termine.

Descrizione dello studio

  • Questo studio di follow-up ha valutato gli esiti a 24 mesi dell’approccio già valutato a 12 mesi nello studio ACTIB.
  • Lo studio randomizzato e controllato ACTIB ha coinvolto 558 adulti con IBS assegnati a ricevere CBT per via telefonica con il supporto di un terapista (gruppo CBT-tel), CBT via web con minimo supporto del terapista (gruppo CBT-web) o il trattamento standard (standard) e sono stati seguiti per un anno.
  • Nello studio sono stati coinvolti pazienti con IBS refrattaria (sintomi clinicamente significativi per ≥12 mesi nonostante terapie di prima linea), reclutati da 77 centri nel Regno Unito.
  • Gli esiti primari erano il punteggio IBS Symptom Severity Score (IBS-SSS) e la scala Work and Social Adjustment Scale (WSAS), valutati nella popolazione per intention-to-treat (ITT).
  • Il follow-up è rappresentato dall’analisi dei partecipanti allo studio ACTIB a 24 mesi, valutando gli stessi esiti dello studio originale.
  • Fonte di finanziamento: UK National Institute for Health Research.

Risultati principali

  • Per 323 (58%) dei 558 partecipanti sono stati ottenuti dati di follow-up a 24 mesi: il 64% dei partecipanti del gruppo CBT-tel, il 54% del gruppo CBT-web e il 56% del gruppo trattamento standard.
  • A 24 mesi, il punteggio medio IBS-SSS è risultato di 40,5 punti più basso nel gruppo CBT-tel e di 12,9 più basso nel gruppo CBT-web rispetto al trattamento standard.
  • Sempre rispetto al gruppo trattamento standard, i punteggi medi WSAS sono risultati di 3,1 e di 1,9 punti più bassi nel gruppo CBT-tel e CBT-web, rispettivamente.
  • A 24 mesi, un cambiamento clinicamente significativo rispetto al basale (≥50 punti) nel punteggio IBS-SSS è stato osservato nel 71%, 63% e 46%, rispettivamente, dei partecipanti dei gruppi CBT-tel, CBT-web e trattamento standard.
  • Tra 12 e 24 mesi sono stati riportati in totale 41 eventi avversi: 11 nel gruppo CBT-tel, 15 nel gruppo CBT-web e 15 nel gruppo trattamento standard.
  • Di questi eventi avversi, 8 sono risultati legati ad aspetti gastrointestinali, 5 psicologici e 6 muscolo-scheletrici.
  • Non sono stati osservati eventi avversi legati al trattamento.

Limiti dello studio

  • Non è possibile escludere un bias di selezione iniziale dei pazienti.

Perché è importante

  • La sindrome dell'intestino irritabile è molto comune e colpisce il 10-20% della popolazione a livello globale.
  • Molti pazienti continuano a manifestare sintomi nonostante la terapia di prima linea.
  • La CBT è efficace nel ridurre i sintomi in questi pazienti a 12 mesi, ma l’accesso al trattamento è spesso limitato e non si conoscono i risultati sul lungo periodo.