Terapia antitrombotica in pazienti con fibrillazione atriale sottoposti ad angioplastica


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Messaggi chiave

  • La metanalisi ha valutato simultaneamente l’efficacia e la sicurezza di diverse strategie di terapia antitrombotica in più di 10.000 pazienti con fibrillazione atriale (AF) e sindrome coronarica acuta (ACS) e/o intervento coronarico percutaneo (PCI).
  • In questi pazienti, la terapia con anticoagulanti orali non vitamina K dipendenti (NOAC) più un inibitore del recettore P2Y12 è associata a minori eventi di sanguinamento, inclusa emorragia intracranica, rispetto a una con agonisti della vitamina K (VKA) più doppia terapia antipiastrinica (DAPT; inibitore P2Y12 più aspirina), senza che ci sia un aumento degli eventi avversi cardiovascolari maggiori (MACE).

Descrizione dello studio

  • La revisione sistematica e metanalisi è stata condotta su studi clinici randomizzati (RCT) sul confronto tra differenti terapie antitrombotiche in pazienti con AF e con ACS e/o PCI, ricercati su PubMed, EMBASE, EBSCO, e Cochrane (fino a 4-2019).
  • Outcome primario di sicurezza: sanguinamento maggiore secondo i criteri TIMI (Thrombolysis in Myocardial Infarction).
  • Outcome secondario di sicurezza: sanguinamento maggiore e minore TIMI, eventi di sanguinamento primari, emorragia intracranica e ricovero ospedaliero.
  • Outcome primario di efficacia: MACE (combinazione di mortalità per tutte le cause o cardiovascolare, infarto del miocardio, ictus e trombosi dello stent).
  • Outcome secondario di efficacia: componenti individuali di MACE.
  • Fonti di finanziamento: Duke Clinical Research Institute.

Risultati principali

  • Le analisi sono state condotte su 4 RCT: taglia di ogni campione 563-4.614 pazienti, prevalenza di ACS 28%-61%, età media 70-72 anni, rischio tromboembolico e di sanguinamento annuale oltre il 3% nella maggior parte dei pazienti.
  • Rispetto alla terapia con VKA più DAPT, l'OR per il sanguinamento maggiore TIMI è stato di 0,58 (IC 95% 0,31-1,08) per VKA più inibitore di P2Y12, 0,49 (IC 95% 0,30-0,82) per NOAC più inibitore di P2Y12, e 0,70 (IC 95% 0,38-1,23) per i NOAC più DAPT.
  • Gli OR per ogni outcome di sanguinamento sono stati minori con NOAC più inibitore di P2Y12, incluso l’emorragia intracranica.
  • Rispetto a VKA più DAPT, gli OR per MACE sono stati 0,96 (IC 95% 0,60-1,46) per VKA più inibitore P2Y12, 1,02 (IC 95% 0,71-1,47) per NOAC più inibitore P2Y12 e 0,94 (IC 95% 0,60-1,45) per NOAC più DAPT.

Limiti dello studio

  • Eterogeneità tra gli studi.
  • Campione piccolo per valutare effetti su eventi rari ma gravi, come la trombosi dello stent.
  • Gli effetti potrebbero cambiare a seconda del tipo di inibitore P2Y12.

Perché è importante

  • Non è chiaro quale sia il trattamento antitrombotico più appropriato per i pazienti con AF e malattia coronarica, in particolare in quelli con ACS sottoposti o meno a PCI, dato che gli studi effettuati su questa popolazione comprendono campioni piccoli.
  • Lo studio può essere d’aiuto ai medici nel decidere il trattamento di questi pazienti, nei quali quindi la terapia con VKA più DAPT dovrebbe essere evitata a favore di una con NOAC più inibitore P2Y12.