Terapia adiuvante “sandwich” per un buon controllo locale nel tumore dell’endometrio


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Una terapia adiuvante “sandwich” basata su una sequenza di chemio-radio-chemioterapia è in grado di controllare bene il tumore dell’endometrio avanzato per quanto riguarda la malattia locale e loco-regionale. Nel caso di recidiva a distanza però le percentuali di fallimento di questa strategia terapeutica sono piuttosto elevate. Lo scrivono sulle pagine della rivista Journal of Cancer Research and Clinical Oncology i ricercatori guidati da Francesco Raspagliesi della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, autori di uno studio retrospettivo sull’argomento. “Il tumore dell’endometrio è la neoplasia ginecologica più comune nei paesi sviluppati” ricordano i ricercatori, che poi aggiungono: “Anche se in genere la prognosi è favorevole, le donne con malattia in stadio avanzato sono a maggior rischio di recidiva locale e a distanza e per loro sono stati valutati diversi regimi adiuvanti”. Nel nuovo studio, Raspagliesi e colleghi hanno incluso 45 pazienti con tumore dell’endometrio avanzato (nella maggior parte dei casi a istologia endometrioide e di stadio III) sottoposte a un regime adiuvante “sandwich”.

“A un follow-up mediano di 35 mesi, 15 donne hanno sviluppato recidiva di malattia” riferiscono gli autori. Guardando ai numeri, a tre anni la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e quella generale (OS) sono state del 45% e dell’81%, rispettivamente. Sempre a tre anni, osservando il sito di recidiva si notano però differenze importanti nella DFS, con percentuali di 85%, 92% e 48% per recidive locali loco-regionali e a distanza, rispettivamente. “Tutte le partecipanti allo studio sono state sottoposte a dissezione dei linfonodi, ma il tipo di valutazione linfonodale non ha influenzato la sopravvivenza” aggiungono i ricercatori, precisando che nessun fattore è stato in grado di predire la sopravvivenza, mentre una citologia peritoneale positiva è risultata in grado di predire un aumento del rischio di ricorrenza (in qualunque sito) e di ricorrenza a distanza. “Nonostante i promettenti risultati a livello locale e locoregionale, i tassi di ricorrenza a distanza non sono trascurabili ed è importante identificare nuove strategie per migliorare gli esiti nel tumore dell’endometrio” concludono gli autori, auspicando che l’introduzione di analisi genomiche e molecolari possa aiutare a raggiungere l’obiettivo di un trattamento più efficace e personalizzato.