Studio fotografa super-batterio degli ospedali europei


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Roma, 30 lug. (AdnKronos Salute) - Ospedali europei 'chiave' nella diffusione di ceppi resistenti agli antibiotici di Klebsiella pneumoniae, un patogeno opportunistico che può causare infezioni respiratorie e del flusso sanguigno nell'uomo. E' l'allarme lanciato dai ricercatori del Center for Genomic Pathogen Surveillance, con sede presso l'Istituto Wellcome Sanger (Gb), e dell'Università di Friburgo, su 'Nature Microbiology'.

Gli esperti sono autori di un'indagine a livello europeo sulla famiglia di batteri Enterobacteriaceae, in cui hanno analizzato i genomi di quasi 2.000 campioni di K.pneumoniae prelevati da pazienti in 244 ospedali in 32 Paesi.

Si stima che 341 morti in Europa siano state causate da K. pneumoniae resistente ai carbapenemi (una famiglia di farmaci antibiotici) nel 2007; entro il 2015 il numero di decessi era aumentato di 6 volte a 2.094. L'alta mortalità - spiegano gli esperti - è dovuta al fatto che una volta che i carbapenemi non sono più efficaci, restano davvero poche altre opzioni. I neonati, gli anziani e gli individui immuno-compromessi sono particolarmente a rischio.

La nuova ricerca ha incluso anche il sequenziamento dei genomi di 1.700 campioni di batteri e gli studiosi hanno identificato un piccolo numero di geni che, se espressi, possono causare resistenza agli antibiotici carbapenemici. Questi geni producono enzimi chiamati carbapenemasi, che "masticano" gli antibiotici, rendendoli inutili. La preoccupazione per la salute pubblica è rappresentata dalla recente comparsa di un piccolo numero di batteri ad alto rischio che trasportano uno o più geni carbapenemasi e che si sono diffusi rapidamente.

Sophia David, prima autrice dello studio, spiega: "Nel caso della Klebsiella pneumoniae resistente al carbapenemi, i nostri risultati indicano che gli ospedali sono il fattore facilitatore della trasmissione: questi patogeni batteri si stanno diffondendo da persona a persona principalmente all'interno delle nostre strutture sanitarie".

I campioni di batteri resistenti avevano inoltre molte più probabilità di essere strettamente correlati ai campioni di un altro ospedale nello stesso Paese piuttosto che di altri paesi, cosa che suggerisce come i sistemi sanitari nazionali nel loro insieme svolgano un ruolo importante nella diffusione di queste minacce per la salute pubblica.

Ma gli strumenti per arginare il fenomeno ci sono: secondo Hajo Grundmann, co-autore del lavoro, "la buona igiene ospedaliera, che comprende l'identificazione precoce e l'isolamento dei pazienti portatori di questi batteri, può ritardare la diffusione di questi agenti patogeni. Questa ricerca sottolinea l'importanza del controllo delle infezioni e della sorveglianza genomica dei batteri resistenti agli antibiotici, per garantire che si possano rilevare il più presto possibile nuovi ceppi resistenti".