Spallanzani partecipa a network per creare mappa malattia


  • Adnkronos Salute
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Roma, 21 mag. (Adnkronos Salute) - Capire perché il virus provoca in alcuni pazienti sintomi gravi, mentre altri non avvertono nemmeno i sintomi, costituisce uno dei misteri ancora da scoprire su questo virus: la patogenesi dell’infezione da Sars-CoV-2 è una delle aree di ricerca cruciali sulla malattia Covid-19. In questo nuovo e promettente campo di ricerca, l’Istituto nazionale per le malattie infettive (Inmi) 'Lazzaro Spallanzani' di Roma ha costituito un gruppo specifico, il Covid-19 Inmi Network medicine for infectious diseases study group, coordinato da Francesco Lauria e Francesco Messina, che ha contribuito alla pubblicazione, sul server di preprint bioRxiv, di una importante analisi computazionale dell’interattoma ospite-patogeno nello studio dell’infezione da Sars-CoV-2.

La ricerca ha comparato il modello 3D della proteina spike del Sars-CoV-2 con quella di altri tre coronavirus umani (Sars-CoV, Mers-CoV, HCoV-229E), evidenziando similarità strutturali e una comune capacità di legarsi al recettore Ace2 delle cellule dell’ospite umano. La network analysis dell’interattoma sembra evidenziare che i meccanismi di immunità innata nell’ospite appaiono collegati a componenti come i recettori Toll like, le citochine e le chemochine. La ricerca apre nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi biologici dell'infezione e nel processo di ricerca farmaceutica e diagnostica. Il gruppo di lavoro dell’Inmi sulla network medicine è divenuto inoltre partner del network internazionale Covid-19 Disease Map, recentemente costituito e del quale fanno parte 162 componenti di 25 nazioni.

Obiettivo del progetto, come riporta la rivista 'Nature Scientific Data', è la costruzione di una banca dati contenente tutte le conoscenze disponibili sull’interazione tra il Sars-CoV-2 e l’ospite umano, che permetta, in un formato leggibile sia dall’uomo che dal computer, di integrare e rendere disponibile in forma efficiente, sistematica e costantemente aggiornata tutta la letteratura disponibile e in continua crescita sull’argomento. La Covid-19 Disease Map sarà quindi una piattaforma aperta per l’esplorazione visuale e l’analisi computazionale dei processi molecolari che regolano l’ingresso del virus nelle cellule, la replicazione, le interazioni ospite-patogeno, le risposte immunitarie, i meccanismi di riparazione e di recupero.

"La partecipazione dell’Inmi alla costruzione di una mappa di malattia del Covid-19 - commenta Giuseppe Ippolito, direttore scientifico Inmi - conferma la bontà dell’iniziativa del nostro istituto di dare il via all’inizio del 2020, in era ancora pre-Covid, al progetto IT-Idrin per applicare anche alle malattie infettive i principi della network medicine. Tutto ciò non sarebbe stato possibile senza le intuizioni e l’impegno di Francesco Lauria e Francesco Messina, che hanno coordinato i nostri sforzi e direi quasi costretto i nostri ricercatori a cominciare a ragionare in un modo nuovo, considerando le malattie infettive non più come entità separate tra loro, ma come un network nel quale l’ingresso del patogeno avvia una serie di scambi molecolari con l’ospite ed anche con l’ambiente, che le capacità computazionali oggi disponibili ci permettono finalmente di cominciare ad esplorare".

"La partecipazione dell’Inmi a questo importante network internazionale - conclude Marta Branca, direttore generale Inmi - rafforza il ruolo del nostro istituto come centro di ricerca internazionale di primo livello anche durante la pandemia Covid-19. La partecipazione alle iniziative internazionali che si sono innescate nella ricerca su questo virus e sulla malattia che provoca ci permette di avere sempre a disposizione le più recenti evidenze scientifiche e di poterle così mettere a disposizione dei nostri pazienti e dei centri di ricerca e cura della nostra regione e di tutto il Paese, che guardano all’Istituto Spallanzani come a una delle voci più autorevoli e si attendono da noi notizie confortanti nella lotta contro il virus".