Sospensione degli effetti della convenzione a struttura sanitaria accreditata e utilizzo posti letto


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Consiglio di Stato

Sospensione degli effetti della convenzione a struttura sanitaria accreditata e utilizzo posti letto

Cons. St., sez. III, 21 ottobre 2020, n. 6372 – Pres. Frattini, Est. Veltri

Sanità pubblica – Strutture sanitarie accreditate – Convenzione ex art. 8 quinques, d.lgs. 502 del 1992 – Sospensione - Utilizzo posti letto già oggetto dell’accreditamento – Esclusione.

In costanza di sospensione degli effetti della convenzione stipulata ex art. 8 quinques, d.lg. 502 del 1992 non è possibile utilizzare i posti letto già oggetto dell’accreditamento, stante la pretesa indisponibilità che il vincolo pubblicistico dell’accreditamento ad essi asseritamente imprimerebbe nell’interesse della continuità della rete sanitaria.

Ha chiarito la Sezione che dall’art. 8 bis, d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502 si ricava un sistema in cui l’accreditamento è strumento abilitante, ulteriore rispetto alla pregressa autorizzazione all’esercizio, con il quale le Regioni individuano i soggetti privati chiamati a concorrere alla soddisfazione del fabbisogno sanitario nazionale. A prescindere dalla dibattuta natura autorizzatoria o concessoria dell’accreditamento, l’effetto dello stesso è quello di potere erogare prestazioni sanitarie “per conto” del SSN. E’ evidente, sul piano operativo, che l’essere beneficiario di un accreditamento prelude essenzialmente all'esercizio di attività sanitarie anche “a carico” del Servizio sanitario per il tramite della stipula dei successivi contratti nel rispetto del budget a disposizione delle Regioni. Tanto si ricava del resto dalla disposizione di cui all’art. 8 quinques, comma 2 quinques, la quale, individuando un nesso di conseguenzialità diretta e immediata prescrive che “ In caso di mancata stipula degli accordi di cui al presente articolo, l'accreditamento istituzionale di cui all'articolo 8-quater delle strutture e dei professionisti eroganti prestazioni per conto del Servizio sanitario nazionale interessati è sospeso”.

Alla qualificazione come soggetto accreditato, l’ordinamento collega dunque solo ed essenzialmente l’aspettativa del convenzionamento, non l’obbligo di erogare prestazioni per conto del servizio sanitario. Siffatto obbligo discende invece unicamente dal contratto con il quale l’amministrazione vincola il soggetto privato a concorrere ad assicurare i livelli essenziali e uniformi di assistenza sul territorio nel quadro di una regolazione economica in cui le tariffe da rimborsare sono previamente fissate, così come il tetto massimo delle prestazioni erogabili.

Del resto, la tesi secondo il quale l’accreditamento imprimerebbe sin da subito, e a prescindere dal contratto e dalla sua efficacia, un incondizionato vincolo di destinazione pubblica non disponibile dal privato, oltre che essere priva, come visto, di fondamento legislativo avrebbe l’evidente pecca di relegare le strutture accreditate (in virtù della sussistenza dello standard organizzativo e tecnico) ma non contrattualizzate (a cagione dell’insufficienza di risorse pubbliche), in un limbo di inoperatività privo di ragione alcuna.

Anno di pubblicazione: 220

Materia: Sanità pubblica, Strutture sanitarie accreditate

Tipologia: Focus di giurisprudenza e pareri

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