Solo gli ipertesi dovrebbero consumare meno sale?


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Ridurre il consumo di sale porta a una riduzione della pressione sanguigna sia nei soggetti ipertesi sia nei soggetti non ipertesi.
  • Esiste una relazione dose-risposta tra le due riduzioni.
  • Trial di durata molto breve possono sottostimare l’effetto della riduzione del consumo di sale sull’abbassamento della pressione.

 

Descrizione dello studio

  • Una revisione sistematica della letteratura ha permesso di identificare 133 studi randomizzati controllati in cui a un gruppo di partecipanti era stato ridotta la quantità di sale introdotta con la dieta, mentre un altro gruppo aveva mantenuto il consumo abituale.
  • Sono stati inclusi solo gli studi in cui l’introito di sodio era stato stimato mediante raccolta delle urine nelle 24 ore ed erano state misurate la pressione sistolica o quella diastolica.
  • Eventuali interventi concomitanti (es farmaci) dovevano essere uguali nei due gruppi.
  • È stata condotta una metanalisi dei dati, quando possibile suddivisi per sottogruppi.

 

Risultati principali

  • In chi aveva ridotto il consumo di sale, la riduzione media del sodio escreto in 24h era 130 mmol, quella della pressione sistolica era 4,26 mm Hg e quella della pressione diastolica 2,07 mm Hg (tutte differenze significative).
  • Per ogni 50 mmol di riduzione del sodio escreto nelle 24h la pressione sistolica si abbassava di 1,10 mm Hg e quella diastolica di 0,33 mm Hg.
  • La riduzione nella pressione era osservabile sia negli ipertesi sia in chi non era iperteso.
  • L’effetto era più evidente negli anziani, nelle etnie diverse da quella caucasica, e in coloro che avevano livelli di pressione sistolica più elevati alla baseline.
  • Nei trial di durata inferiore a 15 giorni la dimensione dell’effetto sulla pressione sistolica era meno della metà di quello osservato in studi di durata più lunga.

 

Limiti dello studio

  • Non sono stati analizzati i dati individuali ma i dati aggregati.

 

Perché è importante

  • L’ipertensione è un importante fattore di rischio modificabile per le malattie cardiovascolari.
  • Un elevato introito di sodio si associa all’ipertensione.
  • Questo studio dimostra che la riduzione dell’introito di sodio porta alla riduzione della pressione non solo negli ipertesi, ma anche in altri sottogruppi di popolazione.