Solo alcuni pazienti con cancro del colon beneficiano dell’aggiunta di oxaliplatino alla terapia adiuvante


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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L’antigene carcino-embrionario (CEA) è un forte fattore prognostico per la sopravvivenza libera da malattia (DFS) e per la sopravvivenza complessiva (OS) nei pazienti con cancro del colon (CC) in stadio II. Inoltre, solo i pazienti ad alto rischio che presentano valori di CEA post-operatori superiori a 2,35 ng/ml traggono beneficio dall’aggiunta di oxaliplatino al regime 5-fluorouracile più leucovorina.

Questi dati sono frutto di un’analisi post-hoc dello studio MOSAIC in cui erano stati confrontati il regime FOLFOX4 (5-fluorouracile, leucovorina, oxaliplatino) e il regime LV5FU2 (5-fluorouracile, leucovorina) in pazienti con CC in stadio II e III. Nell’analisi, i cui risultati sono stati pubblicati sul British Journal of Cancer, sono stati inclusi gli 899 partecipanti la cui malattia era in stadio II. Il valore cut-off è stato scelto sulla base di uno studio, pubblicato nel 2018 sulla rivista European Journal of Cancer da Ofer Margalit e colleghi, in cui si mostrava che in pazienti con CC in stadio I e II valori di CEA superiori a 2,35 ng/ml rappresentano un indice prognostico negativo. Il valore cut-off è stato validato nella coorte di pazienti in esame sia per la DFS che per l’OS. L’analisi di sensibilità ha identificato il valore soglia di 2,77 ng/ml come quello ottimale.

L’uso dell’oxaliplatino si associava a un aumento della sopravvivenza, DFS e OS, solo nei pazienti con CEA >2,35 ng/ml. Più nello specifico, il beneficio era osservabile nei pazienti ad alto rischio (T4 e/o tumore perforato e/o

“I valori cut-off 2,35 ng/ml (studio Margali et al.) e 2,77 ng/ml (nostro studio) suggeriscono che il valore comunemente usato, 5 ng/ml, non è ottimale per la stratificazione dei pazienti con CC" concludono gli autori. "Il parametro CEA >2,35 ng/ml dovrebbe essere incluso nella definizione di CC stadio II ad alto rischio e la sua valutazione dovrebbe essere inclusa nel check-up post-operatorio prima della terapia adiuvante.”