Sms su cause malasanità, Fnomceo chiede stop a Wind e legge ad hoc


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Roma, 10 mag. (AdnKronos Salute) - "Quando si è trattato di spot televisivi, abbiamo ottenuto risultati facendo leva sull'etica dei responsabili delle reti che li trasmettevano: agendo su questa stessa leva ci appelliamo ora a Wind-Tre, che sappiamo sensibile a tematiche civili e sociali. Resta, sulla materia, un vuoto ingiustificabile dell'azione politica. Chiediamo al ministro della Salute e all'intero Governo un intervento legislativo che ponga un argine a questi messaggi distorti e dannosi per l'intero sistema delle cure". Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), in merito alla lettera inviata al gestore telefonico - come anticipato ieri dall'AdnKronos Salute - che sta veicolando degli sms pubblicitari di una società che offre assistenza legale per intentare cause di risarcimento danni per eventuali casi di malasanità.

Nella missiva inviata dalla Fnomceo, a firma del suo presidente, si chiede l'immediata interruzione dell'inoltro di questi sms, con la riserva "in caso contrario, di porre in essere anche le adeguate azioni di tutela legale della professione medica". "E' doveroso sottolineare che questi messaggi creano una grave turbativa nel rapporto medico-paziente - scrive Anelli - e soprattutto inducono a contenziosi che rischiano di costituire un ulteriore aggravio di spese a carico del Ssn, costretto a tutelare l'attività dei medici sia a livello giudiziario che assicurativo con costi esorbitanti e spesso ingiustificati. E' inutile sottolineare, poi, l'offesa che viene arrecata in modo indiscriminato a tutti i medici italiani indicati come responsabili di presunti errori, tutti da dimostrare, che spesso non hanno nulla a che vedere con la loro attività professionale".

"Abbiamo scritto alla compagnia telefonica - spiega Anelli - facendo leva su ragioni etiche, in primis il danno economico per il nostro Ssn che, già messo a dura prova da anni di tagli lineari, si vede costretto, con l'aumentare di cause anche temerarie da parte di società che hanno come obiettivo il profitto, a deviare su spese legali e assicurative le risorse che dovrebbe destinare, invece, alle cure. Fermo restando il diritto al giusto risarcimento per i pazienti realmente danneggiati, il contenzioso in carenza di 'fumus boni iuris' si riverbera in un danno per tutti i cittadini perché - sostiene - sottrae risorse al servizio sanitario e toglie serenità e motivazione ai medici, spingendoli ad abbandonare il pubblico a favore del privato o dei Paesi esteri, e rischiando oltretutto di incrementare il fenomeno della 'medicina difensiva', con prescrizione di esami inutili e costosi".