Smi, 'sì Commissione inchiesta, a medici Ssn riconoscere infortunio lavoro'
- Univadis
- Adnkronos Sanità
Milano, 2 mar. (Adnkronos Salute) - "L'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulla gestione dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, in discussione presso la Commissione Affari sociali della Camera, deve servire a far luce su quello che non ha funzionato nella gestione della pandemia, sul perché in Italia non c'era un piano pandemico aggiornato e se questo è stato diretta conseguenza della morte di centinaia di medici, tra cui medici di medicina generale (medici di famiglia, guardie mediche, medici del 118) che rappresentano più della metà dei medici deceduti". Lo dichiara Pina Onotri, segretario generale del Sindacato medici italiani (Smi), auspicando "che il lavoro della Commissione d'inchiesta non si risolva in una caccia alle streghe, ma metta in luce le falle del sistema organizzativo affinché non succeda mai più quello che si è verificato. E allo stesso tempo delinei le premesse affinché si avvii un percorso legislativo per il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro, da parte dell'Inail, per i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, alla luce della tragica esperienza della pandemia".
"Lo stato di emergenza nel nostro Paese - sottolinea Onotri in una nota - fu dichiarato a seguito delle raccomandazioni alla comunità internazionale da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità circa la necessità di applicare misure adeguate, soprattutto in riferimento alla necessità di realizzare una compiuta azione di previsione e prevenzione, e di assumere iniziative di carattere straordinario e urgente, per fronteggiare adeguatamente possibili situazioni di pregiudizio per la collettività presente sul territorio nazionale a seguito della diffusione della pandemia da Covid 19. Nonostante questo - precisa - i medici per molti mesi hanno lavorato senza dispositivi di protezione personale negli studi e negli ospedali. Soprattutto, questa condizione è valsa per i medici di medicina generale perché convenzionati e ritenuti estranei rispetto al corpo sanitario operante nel servizio pubblico e come tale lasciati ad organizzarsi da soli".
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