Smi, scuola specializzazione medicina generale decisiva per territorio


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Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) - "Bene l’emendamento per la creazione della Scuola di specializzazione in medicina generale, di comunità e delle cure primarie che propone una sterzata decisiva" al settore. Lo sostiene Delia Epifani, responsabile nazionale Smi 'Formazione e Prospettive', commentando la proposta di emendamento (n. 19.18 testo 2) al Dl Semplificazione in discussione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

"Riteniamo che questa sia l’occasione - spiega l'esponente del Sindacato Medici italiani - per raggiungere finalmente una stretta connessione tra il mondo universitario e il territorio, uno snodo cruciale per il completo passaggio a Scuola di specializzazione del corso di formazione specifica in medicina generale. La scuola di specializzazione è l’opportunità di riqualificazione, di ridefinizione di obiettivi formativi e di adeguamento degli standard qualitativi di tutti i poli formativi italiani. Siamo da sempre sostenitori di una riforma nella formazione dei medici di famiglia, riforma che mai come ora necessita di una certificazione e di una supervisione universitaria e che vede essenziale la presenza di una scuola di specializzazione dedicata ai medici del territorio, come avviene nella gran parte degli altri Paesi europei".

"A questa norma, qualora fosse approvata, bisognerà affiancare - aggiunge Epifani - un percorso dedicato ai medici che già hanno acquisito il diploma di formazione specifica in medicina generale e che vogliono conseguire la specializzazione in medicina generale, di comunità e delle cure primarie. Solo così si potranno azzerare le differenze nella formazione medica post-laurea e creare un canale formativo unico e di qualità per tutti i giovani medici".

"L’affrontare la pandemia da Covid-19 - ricorda Epifani - ha evidenziato il concreto bisogno d’investire nelle cure territoriali e nel potenziamento delle cure a domicilio avvalendosi dei device di supporto per la telemedicina. Puntare sul territorio vuol dire investire sulla formazione dei professionisti che lo dovranno gestire e che meritano una formazione che sia di alta qualità, con obiettivi precisi garantiti da un core curriculum e che si accompagni a una nuova spinta verso la ricerca, linfa vitale per ogni uomo e donna di scienza".

"Siamo convinti che sia arrivata l’ora di creare un percorso di formazione con standard qualitativo elevato su tutto il territorio nazionale, che tenga conto delle peculiarità regionali. È il momento di aumentare il numero di borse di specializzazione destinate alla medicina generale".

"È il momento di eliminare l’imbuto formativo e garantire una formazione alle migliaia di medici che da anni sono in attesa di completare il loro percorso post-laurea e di vedere riconosciuto il loro contributo nella cura dei pazienti anche e soprattutto nelle Regioni italiane in cui la totale assenza di programmazione e di lungimiranza ha creato una voragine nell’assistenza sanitaria territoriale. Occorre, finalmente riconoscere ai medici già formati in medicina generale la valenza specialistica della loro formazione, per dare alla medicina di famiglia la dignità che merita, al pari delle altre specializzazioni mediche", conclude la sindacalista.