Smi Calabria, medici stanchi di far fronte a mille emergenze

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Roma, 7 mag. (AdnKronos Salute) - "Mentre si sta avviando la discussione alla Camera dei deputati sulle misure emergenziali per il Servizio sanitario della Regione Calabria, la medicina primaria, quella dell'emergenza-urgenza, quella ospedaliera sono in ginocchio nella nostra regione. I medici non ce la fanno più a fronte delle mille emergenze presenti in Calabria". Lo afferma in una nota Paolo Filice, presidente regionale del Sindacato medici italiani (Smi) della Calabria.

"Occorre adesso che la Regione incominci a pianificare il futuro della sanità, contrastando il fenomeno delle migrazioni sanitarie nelle altre regioni - continua Felice - e a dare risposte, soprattutto alle criticità presenti nell'area del Cosentino. La situazione della medicina di urgenza è, poi, al capolinea. Il 118 non riesce a coprire l'intero territorio regionale; pochissimi sono i medici presenti nei pronto soccorso perché tutti quelli disponibili sono chiamati a coprire i reparti. In questo senso ben venga la proposta dalla dirigenza sanitaria della Centrale operativa del pronto soccorso, consegnata all'Asp di Cosenza, che prevederebbe una riorganizzane del servizio di medicina d'urgenza e la copertura di tutta la provincia cosentina".

"Serve ripristinare le condizioni minime di agibilità professionale per assicurare i Livelli essenziali di assistenza per tutti i cittadini calabresi, superare l'inefficienza generalizzata, quale tratto dominante della sanità calabrese, e il gravissimo disordine amministrativo e gestionale. La mia parte sindacale - conclude il presidente regionale Smi - si batterà per tutelate la dignità della professione medica e per garantire la salute di tutti cittadini calabresi".