Smi a Speranza, prorogare graduatorie per formazione medici famiglia


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Roma, 4 feb. (Adnkronos Salute) - "Prorogare l’utilizzo delle graduatorie di merito per l’accesso al corso di formazione specifica in medicina generale, fino al completo scorrimento anche delle graduatorie del prossimo concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche. E comunque almeno fino al 15 novembre 2020". A chiederlo, in una lettera al ministro della Salute Roberto Speranza, è Delia Epifani, responsabile nazionale area formazione e prospettive del Sindacato medici italiani.

"Esattamente come già successo lo scorso anno - sie legge nella lettera - anche quest’anno la tempistica di svolgimento del concorso per l’accesso al corso e, conseguentemente, l’inizio delle attività formative, risulterà molto vicina al concorso per l’accesso alle scuole di specializzazione mediche. In questo modo, quindi, si correrà il rischio che i medici che inizieranno a breve il corso di medicina generale, che sceglieranno legittimamente di partecipare al concorso per l’accesso alle Scuole di specializzazione mediche e ne risulteranno eventualmente vincitori, abbandoneranno il corso. Ciò comporterà, fra tre anni, la formazione di un numero di medici di famiglia inferiore a quello programmato, a fronte di altri medici che, a causa del limitato numero di borse stanziate, resteranno fuori dai programmi formativi".

Per lo Smi è "possibile cercare di ridurre lo spreco delle borse e al contempo dare la possibilità formativa a un numero maggiore di medici. L’unico impedimento, infatti, risulta essere il limite posto sull’utilizzo delle graduatorie di merito per l’accesso al Corso di formazione specifica in medicina generale, attualmente fissato dai bandi regionali a 60 giorni dalla pubblicazione delle graduatorie stesse".

Nella lettera, Delia Epifani ricorda a Speranza "quanto sia critica la situazione in cui versa il nostro Servizio sanitario nazionale, in particolare in merito alla grave carenza di medici di medicina generale prevista per i prossimi anni. E’ appurato, infatti, che in previsione dei futuri pensionamenti dei colleghi attualmente operanti sul territorio e a causa della fallace programmazione nella formazione di nuovi medici di famiglia perpetuatasi negli anni, si ha la necessità di provvedimenti specifici che evitino la crisi di un livello essenziale di assistenza quale è la medicina generale".