Smettere di fumare: i vantaggi vanno oltre la prevenzione del tumore

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Rispetto a quelli che continuano a fumare dopo la diagnosi si tumore del polmone, i pazienti che scelgono di dire addio alla sigaretta vedono un miglioramento della sopravvivenza globale che sfiora il 30%.

È quello che si legge sulle pagine della rivista Journal of Thoracic Oncology dove sono stati recentemente pubblicati i risultati di una metanalisi su 21 studi per un totale di oltre 10.000 pazienti coinvolti. Autori dello studio sono i ricercatori italiani dell'Istituto per la Ricerca sul Cancro, la Prevenzione e la Rete Clinica di Firenze e dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano che hanno valutato i dati relativi alla cessazione del fumo dopo la diagnosi di un tumore del polmone.

Come spiegano gli autori, sappiamo che la quasi totalità dei tumori del polmone – circa 9 su 10 – sono causati dal fumo di sigaretta e sappiamo che queste neoplasie possono essere curate con trattamenti poco invasivi a patto che vengano diagnosticate per tempo. Non è un caso quindi che molti degli sforzi messi in campo siano dedicati a campagne per convincere i fumatori a mettere da parte questa pericolosa abitudine. Il fine è quello di prevenire l’insorgenza di una malattia che oggi fa registrare in Italia circa 41.000 nuove diagnosi ogni anno e che risulta ancora tra le più difficili da curare con tassi di sopravvivenza a 5 anni del 16% negli uomini e 23% nelle donne.

Si può però decidere di smettere di fumare anche dopo la diagnosi di tumore del polmone e, stando ai risultati dello studio guidato da Saverio Caini dell'Istituto per la Ricerca sul cancro, la Prevenzione e la Rete Clinica di Firenze, anche questa decisione può essere molto importante per la salute.

La metanalisi ha infatti messo in luce un aumento della sopravvivenza globale del 29% nei pazienti che avevano smesso di fumare appena prima o anche dopo la diagnosi di tumore del polmone, rispetto quelli che invece avevano continuato con la loro abitudine al fumo. E il beneficio era visibile indipendentemente dal tipo di neoplasia: tumore a piccole cellule, non a piccole cellule o di istologia non specificata.

“Esiste una spiegazione biologica per questi dati: il fumo di tabacco promuove la crescita, la progressione e la disseminazione del tumore; diminuisce l'efficacia e la tolleranza alla radioterapia e alla terapia sistemica, e aumenta il rischio di complicanze postoperatorie e secondi tumori primari” si legge nel comunicato stampa dedicato alla ricerca.

“Il nostro studio suggerisce che i medici curanti dovrebbero comunicare ai pazienti i vantaggi di smettere di fumare anche dopo la diagnosi di cancro ai polmoni e fornire loro il necessario supporto per smettere” afferma Caini.